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Decreto Liberalizzazioni: nessuna novita’ per le trivellazioni offshore di petrolio e gas

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Le trivellazione di petrolio e gas offshore rimangono a 12 miglia dalla costa. Scompare dal nuovo Decreto liberalizzazioni la norma che avrebbe ridotto i limiti da 12 a 5 miglia

Nel Decreto Liberalizzazioni nessuna novità per le trivellazioni offshore di petrolio e gas. Le attività offshore di ricerca rimangono a 12 miglia dalla costa. Il Decreto Liberalizzazioni non ha modificato la norma precedente. Le nostre coste sono salve. Negli ultimi giorni si era temuto il peggio. Si parlava di una riduzione delle miglia, si parlava di trivellazioni selvagge all’interno dei nostri mari e di inquinamento ambientale. Fortunatamente non è così.

Il Decreto Liberalizzazioni non ha cambiato le carte in tavola. Almeno per quanto riguarda le trivellazioni. Nell’ultima bozza del decreto presentata dal Governo Monti, infatti, è saltata la norma che, nella precedente versione dello stesso decreto, abbassava il limite delle trivellazioni in mare da 12 a 5 miglia dalle aree protette.  

Del resto avremmo dovuto aspettarcelo, fin da quando il Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini aveva replicato all’ira di ambientalisti e cittadini che le ipotesi e le contestazioni in materia di trivellazioni offshore nei nostri mari erano prive di fondamento.

Ad essere diffidente circa la scomparsa della norma sulle trivellazioni è Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi, che ha affermato che “con gli articoli 16 e 17 del decreto sulle liberalizzazioni sara’ possibile fare trivellazioni petrolifere nelle aree marine e naturali pregiate che sono Aree marine protette di prossima istituzione come l’Isola di Pantelleria, il Canale di Sicilia e gran parte del territorio della Basilicata.” Il passaggio legislativo che non piace ai Verdi è l’ultimo capoverso del comma 1 dell’Articolo 17 che recita: “Nel caso di istituzione di nuova area protetta restano efficaci i titoli abilitativi gia’ rilasciati”.

E’ giusto porsi il problema sulla normativa italiana che regola le trivellazioni e la ricerca di idrocarburi. Il nostro Paese, si sa, presenta una scarsa quantità di petrolio, eppure la corsa all’oro nero non si ferma. Il Wwf, in un nuovo dossier, ha denunciato la situazione italiana, affermando “In Italia è un far West per le trivellazioni.” Ed è tutto comprovato.

Su 136 concessioni di coltivazione in terra di idrocarburi liquidi e gassosi attive in Italia nel 2010, solo 21 hanno pagato le royalty alle amministrazioni pubbliche italiane, su 70 coltivazioni in mare, le hanno pagate in 28. 

(GC)

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