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La sabbia è un deposito solare

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Il Masdar Institute testa una nuova tecnologia che usa la sabbia per immagazzinare calore

Un gruppo di ricerca di Abu Dhabi sta seguendo un progetto che mira ad utilizzare la sabbia raccolta negli Emirati Arabi Uniti per immagazzinare l’energia solare: si chiama Sandstock la nuova tecnologia creata da questi scienziati presso il Masdar Institute of Science and Technology. Dopo una serie di test, hanno dimostrato che Sandstock può contribuire a ridurre i costi di conversione del calore solare in energia elettrica utilizzabile e che può anche migliorare la gestione temporale della conversione, dal momento che il calore immagazzinato dalla sabbia può essere convertito anche di notte.

Come materiale per l’accumulo di energia solare, la sabbia di questo progetto viene usata per gli impianti a concentrazione solare, nei quali immagazzinare calore è la chiave per aumentare i livelli di efficienza e di produzione – la sabbia è in grado di immagazzinare calore solare fino a 1.000°C e i test che sono stati fatti finora (su piccola scala) hanno dimostrato buoni risultati.
La ricerca è ancora in corso, ma sostituire i soliti materiali – come oli sintetici e sali fusi – con la sabbia, che è una risorsa abbondante e poco costosa, potrebbe avere un grande impatto sul settore dell’energia solare.

Dopo i primi due test, i ricercatori hanno migliorato la tecnologia del prototipo, ma Sandstock non è l’unico progetto che stanno portando avanti al fine di far progredire le capacità degli impianti a energia solare negli Emirati Arabi Uniti. Inoltre Sandstock e altre tecnologie simili saranno ulteriormente testati anche negli Stati Uniti e in Europa, dove la sperimentazione è in corso e i ricercatori condividono con il team di Abu Dhabi l’obiettivo di migliorare l’efficienza e ridurre i costi nelle centrali elettriche solari.

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