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Fotovoltaico: si ricava dagli alberi e si ricicla in acqua

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Le nuove celle solari ricavate dagli alberi, e scoperte da un team di ricercatori statunitensi, sarebbero in grado di riciclarsi molto piu’ facilmente rispetto agli attuali dispositivi fotovoltaici

Il fotovoltaico sarà più ecologico e riciclabile, grazie all’impiego di nuove celle solari organiche prodotte a partire dagli alberi. Si tratta, in pratica, di un’innovativa tecnologia fotovoltaica che utilizza dei substrati costituiti da nanocristalli di cellulosa (Cellulose NanoCrystal – CNC), derivati da alberi o altri tipi di piante ed in grado di riciclarsi molto più facilmente rispetto alle attuali celle solari (in plastica, vetro, derivati petroliferi, etc.). I substrati ‘CNC’, in particolare, sono dei supporti otticamente trasparenti che, integrati in una cella solare, permettono alla luce di passarvi tranquillamente attraverso, prima di essere assorbita da una superficie molto sottile di semiconduttore organico.

Le nuove celle solari ricavate dagli alberi, scoperte recentemente da un team di ricercatori del Georgia Institute of Technology e della Purdue University, negli Stati Uniti, faciliterebbero quindi il processo di riciclo delle loro parti essenziali, grazie ad una semplice immersione in acqua (a temperatura ambiente) dei dispositivi fotovoltaici. In questo modo, infatti, i substrati di cellulosa si dissolvono, scomponendo in pochi minuti le parti principali dei dispositivi fotovoltaici che, a loro volta, verranno riutilizzate per produrre nuove celle solari.

Il fotovoltaico del futuro sarà quindi più vicino all’ambiente e aiuterà i vari consorzi specializzati a ridurre l’impatto derivato dallo smaltimento dei moduli a fine vita e dei ‘materiali solari’ danneggiati durante le procedure di produzione o installazione. Intanto, i ricercatori sono al lavoro per potenziare l’efficienza energetica di questi dispositivi. Se i livelli raggiunti dalle nuove celle solari saranno soddisfacenti, potrebbero presto diventare un prodotto commerciale nel giro di pochi anni.

(Matteo Ludovisi)

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