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Fotovoltaico: la Cina impone dazi su silicio made in Usa

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La Cina ha imposto dei dazi sul silicio che arriva dall’America e dalla Corea del Nord

 

E’ scontro sul fotovoltaico, a colpo di dazi. I prezzi bassi dei pannelli solari cinesi non piacciono né agli Europei, né ai Americani. Questi ultimi, infatti, proprio lo scorso anno hanno introdotto tasse doganali fino al 250% sui moduli fotovoltaici cinesi. Di tutta risposta, la Cina aveva avviato un’indagine sulla presunta concorrenza sleale della materia prima proveniente da Corea del Sud e Stati Uniti: in particolare, nel mirino del governo cinese, è finita l’esenzione fiscale esistente negli USA per il cosiddetto settore manifatturiero energetico avanzato, che è stata considerata appunto una misura di dumping.

L’indagine si è conclusa con l’introduzione da parte della Cina di dazi su silicio made in Usa e Corea del Nord.  I dazi varati da Pechino entreranno in vigore il prossimo 24 luglio: gli importatori cinesi di polisilicio americano dovranno pagare una tassa doganale compresa tra il 53,3% e il 57%, a seconda del margine di dumping stabilito dallo stesso ministero del Commercio, mentre il silicio proveniente della Corea del Sud, invece, sarà tassato a percentuali comprese tra il 2,4% e il 48,7%.

 

Nelle scorse settimane, invece, Pechino aveva deciso di risparmiare i dazi antidumping ai produttori europei di silicio policristallino. Mentre l’indagine condotta da Bruxelles per commercio sleale da parte dei produttori cinesi di fotovoltaico ha  portato all’introduzione di dazi provvisori sui prodotti solari cinesi importati nel Vecchio Continente.

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