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Chi ha ucciso le rinnovabili? Gli incentivi, secondo Chicco Testa

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Chi ha ucciso le rinnovabili? Gli incentivi del fotovoltaico. Ecco come un comparto nuovo e promettente ora e’ in crisi

Il settore delle energie rinnovabili è in crisi: tante sono le aziende a rischio chiusura. Fotovoltaico, eolico, biomasse, geotermia e idroelettrico potrebbero pagare caro l’addio agli incentivi. Il comparto è in crisi, dunque, per i tagli eccessivi del Governo? La risposta, secondo lo studio ‘Chi ha ucciso le rinnovabili?’–  svolto da Chicco Testa, Giulio Bettanini e Patrizia Felegit, e presentato oggi presso l’Istituto Bruno leoni di Milano – è no: “la colpa è invece di un sistema di sovvenzioni al solare fuori controllo che ha scatenato una vera e propria ingordigia e mandato fuori controllo i costi dell’elettricità consumata da milioni di utenti”.

Il settore delle energie rinnovabili è in crisi a causa degli stessi incentivi previsti dal sistema, in particolare a causa dell’incentivazione forte del fotovoltaico. All’anno, infatti, il costo cumulato dell’energia fotovoltaica è pari a 6,5 miliardi di euro. Una cifra altissima, basti pensare infatti che “con la stessa cifra si potrebbe garantire la vita degli 8 milioni di studenti d’Italia con la messa in sicurezza di tutte e 42mila scuole di ogni ordine e grado”. O “si potrebbero bonificare i 57 SIN, (siti d’interesse nazionale), aree contaminate a tal punto da mettere in pericolo persino la salute di quei 9 milioni di cittadini che ci vivono”. Senza dubbio è vero che grazie a questi incentivi il settore dell’energia solare è cresciuto, creando nuovi posti di lavoro e risultando, alla fine del 2012, con i suoi 16 Gw installati, più sviluppato rispetto a Usa e Cina (solo la Germania ci supera).

Ma è vero anche che se tali forti e grandi incentivi al fotovoltaico hanno ricevuto i consensi della gente è perché si pensava che i benefici sarebbero stati a vantaggio di tutti. E invece i “29 milioni di utenti che pagano la bolletta, finanziano tutti i 470 mila impianti fotovoltaici e non ricavano un euro dal solare”.

I vantaggi chiari e a tutti evidenti sono i benefici per l’ambiente: il fotovoltaico non inquina e con la produzione di energia generata dal solare si risparmiano ogni anno 10 milioni di tonnellate di emissioni di Co2. Ma, anche qui c’è un ma, “il vantaggio per l’ambiente diventa meno eclatante se confrontato con altri strumenti per de-carbonizzare la nostra economia’.

La ricerca ‘Chi ha ucciso le rinnovabili?’, però non vuole accusare o sminuire la tecnologia solare, ma critica il modo di incentivazione di questa, che ha danneggiato non solo il comparto del fotovoltaico, ma di tutte le rinnovabili stesse. Con un’incentivazione di 6,5 miliardi l’anno, scandita anche dai diversi Conto Energia, ha fatto sì che “ci siamo ingozzati di pannelli fotovoltaici di vecchia generazione pagandoli un’assurdità”, senza poter valorizzare al meglio “tutte le innovazioni tecnologiche intervenute nel frattempo”. Tutto questo mentre mancano 65 milioni di euro alla fine del V Conto energia. Suonerà il De profundis?

(gc)

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