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Bozza Decreto Sviluppo: incentivi al fotovoltaico modulati in base alle zone climatiche

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E’ un’altra delle novità che prevede la bozza del Decreto Sviluppo allo studio in queste ore dal Governo. sarebbe l’ennesimo colpo al fotovoltaico nell’arco di pochi mesi. La protesta delle associazioni Aper, Assosolare, Gifi in una nota congiunta

Gli incentivi agli impianti fotovoltaici saranno modulati in base alle zone climatiche con un corrispettivo piu’ alto garantito alle zone con minore rendimento. E’ quanto prevede la bozza del DL Sviluppo recependo la cosiddetta ’perequazioneNord-Sud’ che avrebbe proposto il ministro delle Politiche Agricole, Saverio Romano.

Alle tariffe incentivanti per il fotovoltaico, si legge nella bozza, ’e’ applicato un correttivo perequativo, stabilito con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare collegato ai gradi giorno delle zone climatiche’ in modo ’da uniformare il valore dell’incentivo su tutto il territorio nazionale’.

Su questo punto si è scatenata l’ira di alcune associazioni di categorie come Assosolare, Aper, Gifi che in una nota congiunta dichiarano quanto segue:

Le principali associazioni di categoria delle rinnovabili – Assosolare, APER e GIFI – vedono con stupore l’inserimento, nella bozza di Decreto Sviluppo, di una perequazione degli incentivi per il solare fotovoltaico, come riportato dal Sole 24 Ore di ieri. A meno di cinque mesi dalla già tormentata approvazione ed entrata in vigore del IV Conto Energia, e dopo aver assistito al repentino cambiamento delle normative con il passaggio dal Terzo al Quarto sistema incentivante e le restrizioni imposte dal decreto Rinnovabili, non è accettabile vedere messa ancora una volta in discussione la regolamentazione di un settore come il fotovoltaico, che occupa ormai un posto importante nel comparto energetico e nell’economia italiana. 

 

In un momento quanto mai delicato per la credibilità e stabilità del sistema Paese, minate dai continui downgrading delle agenzie di rating internazionali, è inaccettabile che imprese e lavoratori debbano subire l’ennesimo cambio di regole in corso d’opera, considerato anche l’alto numero di investimenti nel settore e quindi il conseguente rischio di una riduzione del personale quando non una chiusura delle aziende, cosa peraltro già accaduta.

 

Le associazioni chiedono ancora una volta e congiuntamente quella stabilità normativa e certezza di diritto in merito alla regolamentazione del settore auspicata da anni senza riscontri, senza scorciatoie come il paventato condono e sollecitano per l’ennesima volta una maggiore concertazione tra Governo e industria, ribadendo la totale apertura ad aprire un tavolo di dialogo costruttivo con tutti gli attori coinvolti nel complesso dibattito sull’elaborazione di un piano energetico nazionale di lungo periodo. A questo scopo, diamo la nostra piena disponibilità a presenziare ai tavoli tecnici istituiti dal Ministero dello Sviluppo Economico in un confronto propositivo con produttori di energia tradizionale, gestore di rete e tavolo della domanda, per trovare soluzioni efficienti per tutti, affinché si arrivi a una seria strategia di sviluppo industriale per le rinnovabili e il comparto energetico italiano.

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