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Eolico, Togni (Anev) risponde a Sgarbi: siamo attenti al paesaggio nell’installazione

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Simone Togni non ci sta alle affermazioni di Sgarbi: Anev e le associazioni ambientaliste ci tengono alla difesa del territorio. Le installazioni delle pale eoliche sono vietate in zone di alto interesse paesaggistico

Eolico si o eolico no? Qualche giorno fa Vittorio Sgarbi, in un’intervista sulla questione Tav o non Tav, aveva detto che le pale eoliche rovinavano il paesaggio, deturpando e violentando il territorio in cui esse sono installate. A queste parole ha risposto, in un’intervista, Simone Togni, Presidente di Anev, Associazione nazionale energia del vento.  

Simone Togni, è vero che le pale eoliche danneggiano il paesaggio? Cosa risponde a Vittorio Sgarbi che ha affermato che le pale eoliche deturpano il territorio?

L’aspetto relativo al paesaggio è vero, le pale eoliche sono visibili a tutti. Ma come Associazione abbiamo un protocollo che evita l’installazione delle pale eoliche in aree a elevato livello di attenzione paesaggistica. L’osservazione di Vittorio Sgarbi è un’osservazione che possiamo dire di condividere, dal momento che anche noi facciamo attenzione al luogo e al sito dell’installazione. Ma Sgarbi pecca di incoerenza se ammette la costruzione del Tav e chiede che le pale eoliche non vengano installate. Tutte le opere di origine antropica deturpano e danneggiano il paesaggio e l’ambiente.

In realtà, oggi grazie ad Anev si può dire che l’impatto ambientale è limitato al tempo in cui è installata la pala eolica, ovvero 20 o 30 anni, poi vi è l’obbligo di ripristino del sito. Sgarbi dovrebbe saperlo essendo stato, fino a pochi giorni fa, Sindaco di un Comune, Salemi, in cui sono installate tante pale eoliche.

A livello ambientale, l’eolico è pericoloso per l’avifauna?

Noi di Anev abbiamo attivato, per la protezione dell’avifauna, un regolamento con Legambiente, Wwf e Greenpeace, che vieta l’installazione delle pale eoliche lungo i corridoi migratori. E per aver dati ancora più precisisi la nostra associazione, insieme a Legambiente, al Ministero dell’Ambiente, e specialisti di livello internazionale, ha dato vita all’Osservatorio Nazionale sull’avifauna e sui chirotteri, al fine di avere un protocollo che indichi una mappatura precisa delle vie di migrazione degli uccelli e dei siti, quindi, ove è possibile installare l’eolico. Vorrei anche aggiungere che, in termini percentuali, le pale eoliche rappresentano una percentuale infinitesimale nell’impatto che esse hanno nel danneggiare l’avifauna. Muoiono molti più uccelli a causa dell’impatto con palazzi e strutture e veicoli dell’autostrada.

(GC)

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