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Batterie a flusso di idrogeno-bromuro

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Un sistema degli anni ’60 potrebbe essere la soluzione per i problemi legati all’energia eolica

In un articolo pubblicato su ScienceDaily, i ricercatori del Kansas hanno raccontato di aver sviluppato una batteria di flusso idrogeno-bromo in grado di immagazzinare elettricità durante la notte.

Il Midwest è pieno di impianti per l’energia eolica. Tuttavia, il settore si è imbattuto in un ostacolo: fino ad oggi, non esisteva un modo economico ed efficace per immagazzinare l’elettricità prodotta nelle ore notturne.

“Di notte c’è molto vento, ma la richiesta di elettricità è bassa. Le turbine, quindi, lavorano a vuoto.” ha spiegato Trung Van Nguyen, capo del gruppo di ricerca dell’Università del Kansas.

I proprietari dei parchi eolici potrebbero però immagazzinare energia durante la notte e venderla durante il giorno attraverso il dispositivo ottimizzato da loro, un sistema di accumulo di energia ad alta capacità che permetterebbe di mantenere in funzione le turbine 24 ore al giorno, massimizzando gli investimenti.

Il primo progetto risale agli anni ’60. Nguyen e il suo team hanno iniziato a lavorare sulla loro versione nel 2010, focalizzandosi sull’efficacia e sulle dimensioni, che all’inizio erano troppo impegnative.

Il più grande svantaggio di una batteria a idrogeno e bromo riguarda però la sua natura: il bromo è stato paragonato al gas cloro, in termini di effetti corrosivi. A causa del suo contenuto potenzialmente mortale, tali batterie devono essere tenute lontano da aree popolate e poste sottoterra, sigillate ermeticamente per minimizzare la possibilità di perdite.

Un passo in avanti importante, anche se presto potremmo non averne bisogno, grazie a eco-invenzioni come i dispositivi elettrici alimentati dal calore del corpo.

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