acqua di mare

Da 1.200 metri sotto il mare l’acqua per alimentare l’aria condizionata

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I ricercatori testano l’aria condizionata con acqua di mare come alternativa al raffreddamento tradizionale

Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Energy Efficiency e condotto dall’International Institute of Applied System Analysis (IIASA), indica che l’uso di aria condizionata con acqua di mare è un’alternativa più ecologica ai sistemi convenzionali, che potrebbe ridurre significativamente i costi attuali di raffreddamento.

Lo studio è stato condotto per determinare i pro e i contro del condizionamento dell’aria di mare (in inglese: seawater air conditioning abbreviato in SWAC), visto che è necessario trovare delle alternative rinnovabili ed efficaci man mano che il riscaldamento globale peggiora.

Lo studio esamina la possibilità di pompare acqua da profondità del mare dai 700 ai 1.200 metri, a una temperatura compresa tra 3°C e 5°C, verso la costa, dove avverrebbe lo scambio di calore all’interno di un sistema di raffreddamento.

Lo studio, per ora, mostra che un solo metro cubo di acqua di mare potrebbe fornire un’energia di raffreddamento equivalente a quella fornita da 21 turbine eoliche.

Per comprendere meglio i pro e i contro dei sistemi SWAC, i ricercatori hanno sviluppato un modello computazionale utilizzato per stimare il costo del raffreddamento in tutto il mondo, in modo da poter anche determinare la possibilità di utilizzare questo approccio in tutte le parti del mondo.

I risultati hanno mostrato che, sebbene sia possibile utilizzare i sistemi SWAC in molte parti del mondo, richiederebbero ingenti investimenti iniziali.

Insieme a questo, un altro contro è che i sistemi dovrebbero essere gestiti e monitorati attentamente per preservare la vita marina e non turbare gli ecosistemi.

I pro, invece, sono che rispetto all’aria condizionata convenzionale i costi operativi sarebbero inferiori (in alcune città e isole costiere, i costi di raffreddamento diminuirebbero fino al 77% dei normali costi di raffreddamento dell’aria condizionata convenzionale) e, inoltre, la presenza di un grande potenziale di aumento dell’efficienza nel corso del tempo.

Secondo lo studio, i principali consumatori di questa tecnologia sarebbero aeroporti, hotel e resort, tra gli altri edifici che consumano elevate quantità di energia.

 

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