Il Green New Deal: rischi e vantaggi di un nuovo interventismo pubblico in economia
Il saggio di Antonello Durante che analizza costi e benefici applicati ai diversi modelli macroeconomici delle principali potenze mondiali
Una sfida, quella del Green Deal – ossia l’insieme di iniziative politiche ed economiche per ridurre l’impatto ambientale delle attività umane – che ormai si gioca inevitabilmente ogni giorno sulla scacchiera del presente.
Del resto i rischi e le conseguenze imminenti del cambiamento climatico hanno posto i Governi mondiali di fronte ad un’emergenza senza precedenti che coinvolge ogni aspetto della nostra vita, come singoli individui e come parte integrande del delicato sistema mondo.
Ma come è stata recepita questa sfida, che ormai non si può più non accogliere, dalle principali potenze mondiali?
USA, Cina e Unione Europea, ciascuna portatrice di un proprio modello macroeconomico, come stanno reagendo all’inevitabile riconversione dell’economia in chiave green?
Se, infatti, si superano i particolarismi sedimentati di ciascun modello economico, il Green New Deal può rappresentare un’importante opportunità di crescita e sviluppo economico per ogni Paese:
- permetterebbe di inserirsi in un mercato ancora relativamente nuovo
- di svincolarsi da fonti di energia obsolete o in esaurimento
- di puntare su un settore lavorativo altamente specializzato
- nonché di limitare i costi sanitari ed ecologici legati all’innalzamento della temperatura.
Tutto questo e tanto altro troviamo nel saggio di Antonello Durante dal titolo “Il Green New Deal: rischi e vantaggi di un nuovo interventismo pubblico in economia” edito Albatros.

Un’analisi lucida e ampia che coinvolge realtà economiche e culturali molto diverse tra loro ma, si spera, finalmente unite da un obiettivo comune.
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