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Il Coronavirus sta uccidendo la Gig economy?

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La pandemia di Cornavirus sta facendo molto danni sul sistema di microlavori da freelance che chiamiamo Gig Economy

I recenti rapporti sui guadagni di aziende come Lyft, Uber e Airbnb mostrano che la pandemia di Coronavirus sta devastando la Gig economy, come riferisce il New York Times. Gli enormi licenziamenti che hanno colpito tutte e tre le società mostrano in maniera lampante la flessione di questo settore, il cui recupero potrebbe richiedere molto tempo.

Per Gig economy, come spiega il sito di Treccani, si intende un «modello economico basato sul lavoro a chiamata, occasionale e temporaneo, e non sulle prestazioni lavorative stabili e continuative, caratterizzate da maggiori garanzie contrattuali».

Un modello, quindi, che come sappiamo, da un certo punto in poi, ha iniziato davvero a invadere il nostro sistema di domanda/offerta, con riders, car-sharing e B&B.

«Anche se sappiamo che l’attività di Airbnb si riprenderà completamente, i cambiamenti che subirà non sono temporanei o di breve durata», ha scritto Brian Chesky, amministratore delegato di Airbnb, in una nota ai dipendenti – come riportato dal New York Times. Alla fine di marzo Lyft ha registrato un calo di quasi l’80%. Le perdite di Uber sono cresciute del 190%, quando l’azienda ha licenziato 3.700 lavoratori .

La pandemia, insomma, ha colpito molto questi servizi di consegna, così come le società di condivisione di biciclette, scooter e macchine: la Gig economy dovrà fare una torsione e dei cambiamenti per adattarsi a questa nuova alba.

Anche perché le persone, molto presto, ricominceranno ad ordinare cibo da casa e a usufruire di altri servizi, ma se e solo se si sentiranno sicure. In questo senso, le aziende dovranno trovare un modo di proteggere sia i clienti che i lavoratori.

 

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