Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Le nuove esigenze del mondo: salute, ambiente e benessere sono la stessa economia-Alberobello, la città dei trulli: storia, materiali e consigli pratici-Scarpe che generano energia: correre e ricaricare il cellulare-Il cibo spazzatura nei primi anni di vita può influire sul QI dei bambini-Pulizie creative: soluzioni eco per la cura della casa-Primo caldo, i cosmetici da cambiare: guida pratica per proteggere pelle e look-Tè deteinato con CO2: metodo, benefici e consigli per l'acquisto-7 modi naturali per tenere lontane le zanzare-Uccelli e mammiferi: due strade indipendenti per cervelli complessi-Schiuma isolante sostenibile a base di PLA e cellulosa-Trasformare l’inquinamento in pigmenti non tossici: l’arte di John Sabraw che pulisce i fiumi-Frigoriferi senza elettricità: la rivoluzione fredda delle ecoinvenzioni-Saathi Pads: assorbenti biodegradabili in fibra di banana che uniscono sostenibilità e impatto sociale-Due americani e un Papa: Vance e Rubio tra fede, potere e la corsa alla Casa Bianca-Inter, quanto vale lo scudetto? L'incasso dei nerazzurri con il tricolore-Tumori: in Italia l'immunoterapia sottocute, si somministra in pochi minuti-Prevenzione melanoma, al via campagna Unicoop Firenze e Imi per controllo nei-Russia, più sicurezza e meno contatti: così Putin gestisce l'aumentato rischio attentato-Iran, Trump lancia 'Project Freedom' a Hormuz: Teheran alza livello dello scontro-Mattarella accoglie gli azzurri del tennis al Quirinale e ricorda Zanardi: "Grande spessore umano e sportivo"

La citta’ senza nome. Segni e segnali del paesaggio contemporaneo

Condividi questo articolo:

Due giorni densi di appuntamenti, incontri e riflessioni con i protagonisti della ricerca e del progetto, per indagare le nuove identità dei luoghi. La città cambia e, con essa, il comportamento di chi la abita. Quant’è diverso l’uomo urbano di oggi dal cittadino di qualche decennio fa? Il paesaggio che ci circonda è premessa o post-fazione dell’attuale paesaggio interiore?

Sono alcuni degli interrogativi lanciati da Behaviour, terza edizione de’ La città senza nome, Convegno internazionale di studio (25 – 26 novembre) ideato da Fulvio Caldarelli e realizzato da blueforma design consultants, in collaborazione con La Triennale di Milano e con la partecipazione della Fondazione VOLUME! di Roma e dell’Università IULM di Milano. Sponsor dell’evento sono Enel ed Engineering.Ingegneria Informatica.

Ad interrogarsi sulla quotidiana messa-in-scena dello scenario urbano – e sulle conseguenze, più o meno dirette, della forma della città sulla nostra forma mentale – ospiti internazionali appartenenti a discipline solo apparentemente distanti: architettura, comunicazione visiva, design, arte, antropologia, filosofia e neuroscienze.

Sul palco, rappresentanti storici del design italiano come Enzo Mari, Gillo Dorfles e Giovanni Anceschi. A rappresentare le più recenti tendenze del visual culture contemporanea: Ruedi Baur direttore dello Studio Intègral (Parigi), Dietmar Offenhuber del Laboratorio Senseable city del MIT (Boston), Thomas Castro graphic designer di Lust Lab (L’Aia). Una lettura dei fenomeni da prospettive differenti che diventa coscienza critica dello stato dei luoghi e ospita, tra gli altri, gli interventi di Marc Augé, Achille Bonito Oliva, Alberto Abruzzese, Aldo Colonetti, Franco Purini e Tiziana Villani.

In programma anche la proiezione del film documentario Birdwatching (regia di Fabio Iaquone e Luca Attili), caccia alle immagini del paesaggio contemporaneo con interventi, tra gli altri, dello scenografo Dante Ferretti e del compositore Giorgio Battistelli.

A conclusione delle due giornate di studio la presentazione del Centro interdisciplinare di ricerca sul paesaggio contemporaneo, network di professionisti di fama internazionale (come il visual designer olandese Paul Mijksenaar, Sébastien Thiery dell’Atelier-Immediat di Parigi e Renato Nicolini architetto e drammaturgo, già ideatore dell’Estate Romana. Crocevia di competenze, istituito con l’obiettivo di coordinare una rete permanente di studio per fornire le premesse necessarie alla progettazione di interventi concreti attraverso il continuo esercizio di idee in partnership con pubbliche amministrazioni e aziende.

Con questa edizione, La città senza nome si conferma vivace punto d’incontro interdisciplinare sul tema della dimensione urbana e delle prestazioni sociali e comunicative degli spazi collettivi. Un’occasione di confronto diretto e di partecipazione sul tema sensibile della città, aperto a tutti i “produttori” di paesaggio, come al pubblico dei non addetti ai lavori.

Questo articolo è stato letto 36 volte.

I commenti sono chiusi.