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Scimmie che guidano le sedie a rotelle con le loro menti

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Una tecnologia in sperimentazione potrebbe aiutare il controllo degli esoscheletri robotici da parte degli esseri umani

Sta diventando molto lunga la lista delle cose «folli» che la scienza ha effettivamente deciso di fare e l’aggettivo «folli» non è usato per descrivere la parte irrazionale di queste innovazioni e scoperte, ma per sottolineare la distanza che è sempre intercorsa tra quelle idee e la loro effettiva realizzazione. 

«E se la nostra mente potesse controllare le sedie a rotelle?» 

Ecco: Quanto può sembrare «folle» una domanda del genere? Eppure, la notizia è che i ricercatori della Duke Health, guidati da Miguel Nicolelis del Walking Again Project, hanno permesso a delle scimmie di guidare delle sedie a rotelle con la loro onde cerebrali, grazie a un’interfaccia cervello-macchina (BMI). 

Nicolelis e il suo team hanno impiantato matrici di micro-elettrodi multicanale nel cervello di due scimmie Rhesus e, in modalità wireless, hanno registrato gli impulsi elettrici generati dalle loro cellule cerebrali. Sulla base di un esperimento simile che era stato fatto in precedenza, è stato sviluppato un algoritmo per interpretare quei modelli, determinare l’intenzione della scimmia, e inviare i comandi dal cervello direttamente alla carrozzina.

I risultati sono stati straordinari: hanno dimostrato che le scimmie mostravano una capacità migliorata di navigare la carrozzina verso la posizione del premio – una ciotola d’uva. Secondo Nicolelis, questi dati hanno anche rivelato che la carrozzina veniva assimilata dal cervello della scimmia come un’estensione della rappresentazione corporea di se stessa – in pratica, la scimmia cominciava a pensare che la carrozzina fosse parte del suo corpo.

Oltre alla sedie a rotella, la volontà del team è quella di sviluppare esoscheletri robotici di ogni tipo: precedenti esperimenti avevano mostrato il potenziale di utilizzo della BMI per controllare i movimenti del braccio nelle attività bimanuali (qui il video della conferenza TED di Nicolelis), ma questo recente studio dimostra che si può andare al di là di questo e facilitare il movimento di tutto il corpo. 

Sono 17 anni che questa tecnologia è in studio ed è probabile che presto possa cominciare ad aiutare anche i pazienti più gravemente paralizzati nel recupero della loro capacità di camminare, grazie a  un esoscheletro robotico e ad un intenso allenamento con l’interfaccia cervello-macchina.

 

 

scimmie, sedia a rotelle

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