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Quegli insetti utili che ci aiutano a proteggere l’orto

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Si chiama lotta biologica e permette di evitare l’uso di pesticidi utilizzando le ‘rivalità’ che già esistono in natura

 

 

Insetti utili al posto dei pesticidi. E’ una delle frontiere dell’agricoltura biologica e prevede l’utilizzo di questi piccoli animaletti per proteggere le colture. In pratica, si tratta di utilizzare quelle specie che si cibano dei principali insetti o acari nemici delle piante, permettendo così di evitare l’uso di sostanze chimiche. 

In tal modo è possibile conservare gli equilibri naturali tra organismi dannosi e i loro antagonisti naturali riproducendo quella che è una lotta biologica. Le simpatiche coccinelle per esempio sono ghiotte di afidi e acari e operano come una sorta di antiparassitario naturale (sarà per questo che la tradizione vuole che portino fortuna?).

Sappiamo tutto sul ruolo fondamentale di impollinatrici delle api. ‘Servizio’ analogo fanno i sirfidi, della grande famiglia dei ditteri. Mentre i sirfidi adulti si cibano di polline e nettare e sono quindi ottimi impollinatori, le loro larve sono carnivore e mangiano gli afidi. Nel corso della vita le larve predano qualche centinaio di afidi, in alcuni casi anche fino a 400 individui.

 

Purtroppo sempre più rare, anche le lucciole appartengono alla categoria di insetti utili per tenere a bada i loro colleghi pericolosi per le colture. Le larve delle lucciole mangiano le lumache. Sembra impossibile, ma grazie ad un liquido tossico che iniettano nella loro vittima riescono a paralizzarla e a mangiarla anche se è molto più grande di loro.

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