Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Il cibo spazzatura nei primi anni di vita può influire sul QI dei bambini-Pulizie creative: soluzioni eco per la cura della casa-Primo caldo, i cosmetici da cambiare: guida pratica per proteggere pelle e look-Tè deteinato con CO2: metodo, benefici e consigli per l'acquisto-7 modi naturali per tenere lontane le zanzare-Uccelli e mammiferi: due strade indipendenti per cervelli complessi-Schiuma isolante sostenibile a base di PLA e cellulosa-Trasformare l’inquinamento in pigmenti non tossici: l’arte di John Sabraw che pulisce i fiumi-Frigoriferi senza elettricità: la rivoluzione fredda delle ecoinvenzioni-Saathi Pads: assorbenti biodegradabili in fibra di banana che uniscono sostenibilità e impatto sociale-Due americani e un Papa: Vance e Rubio tra fede, potere e la corsa alla Casa Bianca-Inter, quanto vale lo scudetto? L'incasso dei nerazzurri con il tricolore-Tumori: in Italia l'immunoterapia sottocute, si somministra in pochi minuti-Prevenzione melanoma, al via campagna Unicoop Firenze e Imi per controllo nei-Russia, più sicurezza e meno contatti: così Putin gestisce l'aumentato rischio attentato-Iran, Trump lancia 'Project Freedom' a Hormuz: Teheran alza livello dello scontro-Mattarella accoglie gli azzurri del tennis al Quirinale e ricorda Zanardi: "Grande spessore umano e sportivo"-Leroy Merlin, con Talent Lab obiettivo 60% manager interni-Rubio a Roma, incontrerà Papa Leone XIV: Vaticano ufficializza-Scudetto Inter, da Amadeus a Tananai: chi c'era alla festa in piazza Duomo

La Cina ed i gelsomini: quando uno Stato dichiara guerra ad un fiore

Condividi questo articolo:

E’ presente da secoli nell’arte asiatica, è una delle essenze più richieste ed utilizzate, è utilizzato nella miscela di te’ preferita dai cinesi. Eppure oggi in Cina il gelsomino può essere acquistato solo di contrabbando. Il governo di Pechino lo ritiene simbolo delle rivolte che invocano democrazia

I venti rivoluzionari non profumeranno piu’ di gelsomino. Almeno in Cina, dove quest’anno il fiore, preso a simbolo delle proteste pro-democrazia, e’ stato messo al bando dalle autorita’. Secondo quanto riferito da fiorai, grossisti e proprietari di vivai e ripreso dal portale AgiChina, il fiore e’ diventato merce di contrabbando in seguito ad alcune direttive della polizia. Alcuni venditori ambulanti del mercato floreale Sunhe Beidong di Pechino raccontano di essere stati costretti dalle autorita’ locali a firmare un documento che li obbliga a non commerciare gelsomini. Ai fiorai e’ stato, inoltre, chiesto di annotare la targa del furgone di coloro che commerciano questi fiori e denunciarli alla polizia. Nel mirino, anche i clienti.

Citato nei poemi classici, utilizzato nella miscela di te’ preferita dai cinesi, il fiore emblema della purezza e’ ora diventato simbolo nefasto e sinonimo di disordine sociale. Sui motivi della messa al bando, le autorita’ non hanno fornito alcuna spiegazione, mentre l’Ufficio di Sicurezza Pubblica di Pechino si rifiuta di rilasciare dichiarazioni sulla questione.
E mentre i gelsomini appassiscono nelle serre, il prezzo e’ precipitato a 75 centesimi a pianta, circa un terzo di quello dello scorso anno.
Insieme alle piante, e’ sparito dalla vita pubblica anche qualsiasi riferimento al fiore sovversivo: da mesi, a intermittenza, sui cellulari i caratteri "Mo li hua" risultano essere bloccati, il video del presidente Hu Jintao che decanta un poema della dinastia Qing dedicato al gelsomino e’ sparito dal web e l’annuale Festival Culturale internazionale del Gelsomino e’ stato cancellato.

Altri articoli consigliati per te:

Questo articolo è stato letto 310 volte.

Cina, contrabbando, divieto, fiori, gelsomino, rivolte

I commenti sono chiusi.