Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Il cibo spazzatura nei primi anni di vita può influire sul QI dei bambini-Pulizie creative: soluzioni eco per la cura della casa-Primo caldo, i cosmetici da cambiare: guida pratica per proteggere pelle e look-Tè deteinato con CO2: metodo, benefici e consigli per l'acquisto-7 modi naturali per tenere lontane le zanzare-Uccelli e mammiferi: due strade indipendenti per cervelli complessi-Schiuma isolante sostenibile a base di PLA e cellulosa-Trasformare l’inquinamento in pigmenti non tossici: l’arte di John Sabraw che pulisce i fiumi-Frigoriferi senza elettricità: la rivoluzione fredda delle ecoinvenzioni-Saathi Pads: assorbenti biodegradabili in fibra di banana che uniscono sostenibilità e impatto sociale-Due americani e un Papa: Vance e Rubio tra fede, potere e la corsa alla Casa Bianca-Inter, quanto vale lo scudetto? L'incasso dei nerazzurri con il tricolore-Tumori: in Italia l'immunoterapia sottocute, si somministra in pochi minuti-Prevenzione melanoma, al via campagna Unicoop Firenze e Imi per controllo nei-Russia, più sicurezza e meno contatti: così Putin gestisce l'aumentato rischio attentato-Iran, Trump lancia 'Project Freedom' a Hormuz: Teheran alza livello dello scontro-Mattarella accoglie gli azzurri del tennis al Quirinale e ricorda Zanardi: "Grande spessore umano e sportivo"-Leroy Merlin, con Talent Lab obiettivo 60% manager interni-Rubio a Roma, incontrerà Papa Leone XIV: Vaticano ufficializza-Scudetto Inter, da Amadeus a Tananai: chi c'era alla festa in piazza Duomo

Le tecniche agricole dell’antichità e quelle di oggi

Condividi questo articolo:

Un nuovo studio racconta che è molto probabile che i contadini che lavoravano le terre dell’Amazzonia 4.500 anni fossero molto più bravi di noi

Gli scienziati della University of Exeter hanno esaminato il suolo dell’Amazzonia e hanno scoperto che c’era qualcos’altro, oltre alla foresta pluviale vergine, c’era chiaramente la mano dell’uomo: in pratica, gli uomini dei tempi antichi avevano usato fuoco, letame e compost per rendere il suolo più ricco, in modo da permettere l’esistenza di piantagioni e alberi commestibili. È questo il motivo per cui, nella giungla, ci sono molte più fonti di alimentazione di quante ce se ne aspetterebbe, perché 4.500 anni fa i contadini ci avevano coltivato mais, manioca, patate dolci e zucca.

Lo studio dimostra che questi contadini erano davvero sapienti, intelligenti e lungimiranti, probabilmente molto più di noi – che non facciamo altro che distruggere la foresta pluviale, le sue sostanze nutritive e tutto il resto che ci può dare.

La coltivazione del terreno messa in atto migliaia di anni fa ha portato a un continuo arricchimento del suolo nel tempo e anche ad un suo utilizzo intelligente: invece che tagliare per fare spazio all’agricoltura, il punto era la sostenibilità, il ricavarsi coltivazioni in luoghi insoliti – da far accrescere, non da depredare.

I ricercatori spiegano che le antiche comunità si sono fatte certamente un po’ di spazio, ma hanno lasciato la foresta sostanzialmente chiusa, a differenza di quello che accade oggi con la deforestazione dell’Amazzonia a fini agricoli, tra coltivazioni su scala industriale e allevamenti.

Speriamo che questa lezione che arriva da così lontano nel tempo ci insegni qualcosa sul rapporto giusto che si deve avere con la natura e su quanto la salvaguardia di una foresta sia, in fondo, la salvaguardia di noi stessi.

Questo articolo è stato letto 158 volte.

agricoltura, antenati, antichità, neolitico

I commenti sono chiusi.