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Le emozioni nelle persone con disturbo ossessivo-compulsivo

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Uno studio rivela un indice più alto di stress dei pazienti con OCD di fronte a immagini che parlano del loro disturbo

Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Biological Psychiatry: Cognitive Neuroscience and Neuroimaging, riferisce che le persone affette dal disturbo ossessivo compulsivo (OCD) sentono un’angoscia più forte degli altri quando guardano immagini legate al loro disturbo. I loro fratelli, invece, mostrano livelli inferiori di angoscia e hanno una maggiore attività cerebrale in regioni legate all’attenzione. I risultati suggeriscono che i membri di una famiglia possono mettere in campo ulteriori risorse cerebrali per compensare potenziali anomalie dei propri parenti nella regolazione delle emozioni.

“Questo indica che la funzione cerebrale delle persone con disturbo ossessivo compulsivo è un prodotto del loro problema e non è legata né a componenti genetiche né a un rischio famigliare” ha detto Anders Lillevik Thorsen del Haukeland University Hospital, tra gli autori dello studio. Si tratta di una precisazione molto importante per l’identificazione delle persone a rischio. Anche se si ritiene che la difficoltà nella regolazione delle emozioni contribuisca alla patologia, i risultati indicano che l’attività cerebrale associata alla regolazione anormale delle emozioni non può essere utilizzata per identificare le persone a rischio di disordine ossessivo-compulsivo.

Nello studio Thorsen e colleghi hanno esaminato, attraverso una Risonanza Magnetica Funzionale 3T, la risposta cerebrale di 43 pazienti con OCD, 19 fratelli e 38 soggetti sani non imparentati con pazienti affetti da OCD. Durante l’esperimento, veniva chiesto ai soggetti di osservare alcune immagini – si trattava di foto legate a sintomi del disordine, come il lavaggio compulsivo, e immagini che evocavano paura – e di entrare in risonanza con le emozioni evocate. Se tutti i soggetti avevano risposte cerebrali simili di fronte a immagini spaventose, durante la visione di immagini relative al disturbo ossessivo-compulsivo, i pazienti con OCD avevano livelli di stress più alti.

“I parenti dei pazienti con OCD hanno risposte cerebrali in aree che sembrano lavorare di più per aiutarli a “normalizzare” le proprie risposte a stimoli correlati al disturbo,” ha affermato Cameron Carter, editor per la rivista Biological Psychiatry: Cognitive Neuroscience and Neuroimaging. Gli autori suggeriscono che le regioni cerebrali di lavoro più attive nei fratelli dei pazienti possono rappresentare una compensazione, una strategia del cervello per reindirizzare il loro focus di attenzione e proteggersi dallo sviluppo della patologia.

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Redazione Ecoseven

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