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Ciclone Yasi: solo danni alle colture

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Ciclone Yasi: solo danni alle colture, la paura sta passando per gli australiani dopo l’arrivo di uno dei più potenti cicloni sulla costa nordorientale, che non ha fatto registrare nessuna vittima.

La paura sta passando per gli australiani dopo l’arrivo di uno dei più potenti cicloni sulla costa nordorientale, che non ha fatto registrare nessuna vittima malgrado i venti abbiano abbattuto alberi e scoperchiato case.

Il ciclone Yasi, esteso su una superficie grande quasi quanto l’Italia e con venti fino a 300 km orari, ha distrutto circa il 15% delle colture di zucchero del paese, spingendo i prezzi mondiali ai massimi in 30 anni, e ha costretto all’evacuazione della miniera di rame Mt Isa di Xstrata.

"E’ sorprendente che non ci siano morti", dice l’agricoltore Nathan Fisher, di ritorno alla sua proprietà da un rifugio nella cittadina di Innisfail.

Ma gli ingegneri ora si interrogano se il ciclone, classificato al massimo livello di intensità, sia stato potente come previsto e sostengono che i grossi cicloni tendono ad essere sovrastimati.

L’Australia, vasto continente con meno di tre persone per km quadrato, è uno dei pochi paesi dove anche una tempesta grande e terrificante come Yasi — con un diametro fino a 500 km — può anche non arrivare a toccare alcuna grande città.

La mancanza di grossi danni o vittime viene anche attribuita a diversi giorni di preparazione all’evento, evacuazioni anticipate e leggi per assicurare che gli edifici nuovi siano forti abbastanza da resistere a un ciclone.

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