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Una miniera di mercurio congelato

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Un’enorme quantità di mercurio è nascosta sotto il permafrost artico che si sta sciogliendo

Come tutte le scoperte, anche questa potrebbe aiutarci a comprendere meglio il funzionamento del mondo: il mercurio congelato che è stato trovato sotto il permafrost artico potrebbe aiutare a capire meglio il ciclo globale di questo elemento, eppure non c’è troppo da gioire, visto che le conseguenze di questa situazione potrebbero farsi sentire a livello mondiale sia per la salute ecologica che per quella umana. Il cambiamento climatico rende infatti particolarmente preoccupante il rapporto tra mercurio e permafrost: se tutto fosse rimasto congelato, non ci sarebbero stati problemi, ma il punto è che la Terra si sta riscaldando.

In uno studio pubblicato su «Geophysical Research Letters», gli scienziati hanno registrato le concentrazioni di mercurio all’interno dei nuclei di permafrost in Alaska, scoprendo che i terreni del nord contengono il maggior deposito di mercurio sul pianeta – quasi il doppio rispetto a tutti gli altri suoli, all’oceano e all’atmosfera messi insieme. Il mercurio fu originariamente intrappolato all’interno del permafrost quando il mercurio atmosferico si legò a un materiale organico nel terreno, poi si congelò e si incastrò.

Se il permafrost continuasse a sciogliersi, ci sarebbe un rilascio di grandi quantità di mercurio che potrebbe influire negativamente la salute riproduttiva e neurologica degli animali, contaminare i corsi d’acqua – dove sarebbe assorbito dai microrganismi e trasformato in metilmercurio, una forma pericolosamente tossica –, colpire gli ecosistemi e di conseguenza le comunità lontane.

Per comprendere meglio i rischi, il team di ricerca intende produrre un altro studio che modella il potenziale impatto del rilascio del mercurio sul ciclo globale dell’elemento stesso e sulla salute ecologica della Terra.

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artico, mercurio, Permafrost

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