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Rita Ebel

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La chiamano “La nonna dei Lego”

Non ci sarebbe nulla di strano nel vedere una nonna che gioca con i Lego, i mattoncini colorati più famosi al mondo.

La particolarità di questa notizia però, deriva dal fatto che Rita Ebel, “la nonna dei Lego” non utilizza i mattoncini per giocare, bensì per abbattere le barriere architettoniche!

A causa di un brutto incidente stradale che l’ha costretta su una sedia a rotelle circa 30 anni fa, Rita ha dovuto lottare con le barriere architettoniche e i problemi di accessibilità nella città di Hanau, in Germania.

Così un giorno, le venne un’idea folgorante, quella di utilizzare i mattoncini Lego, per creare delle rampe per avere accesso a tutte quelle situazioni in cui una normalissima sedia a rotelle non lo aveva!

La sua idea è nata prendendo spunto da Corina Huber, un’altra donna tedesca in sedie a rotelle che già da tempo, costruisce colorate rampe per disabili, donandole poi agli appartamenti o ai negozi che le richiedono.

La signora Ebel, ad oggi sessantacinquenne, non è in cerca di riconoscimenti, ma vuole solo fare la cosa giusta. Oltre alla grande utilità delle sue costruzioni, infatti, combatte anche una sua personale lotta agli sprechi usando solo mattoncini riciclati che le vengono inviati da tutta la Germania.

Le dichiarazioni

A un’intervista per il giornale tedesco Hanauer Anzeiger, la Ebel dichiara:” «In quest’ultimo anno ho cominciato a costruire rampe con i Lego per poter accedere ai negozi che hanno qualche gradino all’entrata e dove non posso entrare senza l’aiuto di qualcuno».

«Voglio rendere la mia città più accessibile e utilizzare questi mattoncini colorati può essere un’ottima strategia per fare in modo che la gente lo noti. Le persone non possono oltrepassare una delle mie rampe senza essere attratte dai colori e senza incuriosirsi: vorrei che questo le portasse a pensare che quella rampa è necessaria per chi vive una situazione di disabilità».

Grazie alla sua attività, Rita è stata contattata da un’associazione turistica spagnola e da alcuni istituti negli Stati Uniti interessati a replicare l’idea.

«Sono davvero felice che le persone vogliano avere le mie rampe», ha continuato. «Io non ho intenzione di trarre nessun profitto, vorrei solo che fosse una bella campagna di sensibilizzazione».

D.T.

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