Italia troppo indietro sulla banda larga. Lo dice anche l’Istat

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Pc, accesso a Internet e connessione a banda larga sono ormai parole e oggetti di uso comune. Ma sulla banda larga l’Italia langue al 22esimo posto come la Lituania

Anche l’Istat boccia la banda larga italiana.L’Italia si posiziona al 22 posto, come la Lituania, tra gli ultimi in Europa.

Eppure  le famiglie hanno un buon rapporto con le nuove tecnologie. Le case con Pc crescono, passando dal 57,6% al 58,8%. Aumentano anche quelle con accesso a Internet, che vedono salire la loro percentuale dal 52,4% al 54,5%. Le famiglie dotate di una connessione a banda larga salgono rispetto alla vecchia rilevazione dal 43,4% al 45,8%.
 

E il 48,1% degli utenti possiede un profilo, invia messaggi e “posta” su Facebook e Twitter. Più social sono i giovani: al 76% nella fascia 15-24 anni.

L’Italia più tecnologica è quella delle famiglie con figli minorenni: l’84,4% di esse ha un personal computer, il 78,9% accede a Internet e il 62% si connette in banda larga. Non varia invece il divario fra Nord e Sud.
 

Nella nostra nazione tre ragazzi su quattro è 2.0. Eppure questo sembra non bastare per far uscire l’Italia dal “tunnel della banda larga”. L’Italia accede alla banda larga in media al 62% contro una media europea pari al 73%. E questa non è l’unica classifica negativa. Anche Eurostat, Akamai, Wef, Ftth, e altri hanno classificato l’Italia fanalino i coda in quasi tutte le classifiche internazionali sulla banda ultra larga.

 

(GC)

 

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