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Il microchip per computer diventa biodegradabile

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Il nuovo microchip per computer realizzato dall’Università del Winsconsin, sarebbe in grado di degradarsi in pochissimo tempo una volta gettato in acqua

 

Il microchip per computer diventa biodegradabile. E’ questo lo straordinario risultato raggiunto da una ricerca dell’Università del Winsconsin (Stati Uniti), grazie alla quale è stato possibile produrre un microchip in grado di degradarsi in pochissimo tempo una volta gettato in acqua.

Il nuovo microchip per computer, in particolare, è stato ottenuto sostituendo il silicio, materiale di cui sono solitamente composti i chip, con nanofibre di cellulosa derivata dal legno.

Il nuovo microchip così ottenuto, oltre ad essere completamente biodegradabile e con costi di produzione nettamente minori, è in grado di garantire addirittura prestazioni migliori rispetto alla sua controparte in silicio. Le caratteristiche delle fibre di cellulosa, dovrebbero poi rendere flessibile e resistente il nuovo microchip anche se sottoposto a temperature elevate.

I risultati della ricerca, pubblicati recentemente in un articolo pubblicato sul numero di luglio di ‘Applied Physics Letters’, rappresentano certamente un grande passo avanti nella realizzazione di componenti green da utilizzare nel campo dell’elettronica. Vale la pena notare però, che la nanocellulosa derivata dal legno, ovviamente, non sostituisce completamente i fondamentali componenti impiantati sul microchip come l’oro e il rame, che rappresentano tuttora i migliori conduttori mai utilizzati in elettronica. Tuttavia, le fibre di cellulosa forniscono la ‘base’ su cui tali componenti si trovano.

Il nuovo microchip per computer dovrebbe comunque, a breve, essere pronto per il lancio sul mercato (almeno secondo quanto confermato da alcune indiscrezioni pubblicate sulla rivista ‘Technology Review’). Per ulteriori approfondimenti è possibile consultare questo sito.

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