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COVID19: trovata la pericolosa relazione tra il virus e la coagulazione del sangue

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Il legame tra l’infezione da Covid19 e le complicanze della trombosi

Sin dalla prima ondata di contagi che ci ha colpito all’inizio di quest’anno, è stato individuato dagli scienziati un legame tra l’infezione da parte del virus e l’aumento del numero dei pazienti colpiti da complicanze da trombosi.

Per questo, il prof. Sergio Coccheri, socio fondatore di ALT, l’Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari e clinico fra i più esperti del mondo in questo campo, ha deciso di analizzare la relazione tra il virus e la coagulazione del sangue.

Come ha spiegato lo stesso Cocchieri in un comunicato stampa, nei pazienti affetti da Coronavirus

“si verifica uno stato infiammatorio molto esteso che provoca una massiccia attivazione del sistema della coagulazione. In particolare vengono coinvolti l’endotelio, che a causa delle sostanze liberate dal sistema immunitario eccitato dal virus, si infiamma; le piastrine accorrono per prime a spegnere l’incendio sulle pareti dei vasi colpiti; i fattori della coagulazione, attivati dalle piastrine, costruiscono il trombo con l’intenzione di guarire la parte malata;  il sistema della fibrinolisi provvede a sciogliere il trombo una volta che questo abbia completato il lavoro di guarigione della parete del vaso colpito”.

In questo modo, un meccanismo che di solito mira a guarire i tessuti malati – la coagulazione, appunto – inizia ad agire in maniera incontrollata e a causare la formazione di trombi all’interno dei vasi colpiti dall’infiammazione provocata dal virus.

Per questo diventa necessario agire con dei farmaci antitrombotici.

Sono molti i gruppi di ricercatori che negli ultimi mesi hanno pubblicato lavori scientifici sulla correlazione tra queste due condizioni mediche, al fine di fornire indicazioni su quali possano essere le terapie più efficaci – in questo senso è molto interessante una revisione pubblicata su Current Cardiology Report nel giugno 2020 che spiega come è emerso che ben 31 pazienti su 100 fra quelli colpiti da Covid-19 hanno avuto complicazione da Trombosi e che l’uso di farmaci antitrombotici a dosaggio più alto rispetto all’abituale ha avuto impatto positivo sui pazienti ad alto rischio.

Spiega il prof. Cocchieri che “scegliere fra diversi farmaci antitrombotici e diverse dosi richiede grande attenzione da parte del medico, che si trova a dover rispettare il fragile equilibrio fra l’efficacia del farmaco anticoagulante nel rendere il sangue più fluido del normale e il rischio di emorragia che incombe sempre quando la fluidificazione del sangue si rivela eccessiva”.

alt, coronavirus, COVID19, farmaci antitrombotici, trombosi

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