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plasma iperimmune

COVID19: la cura con plasma iperimmune funziona?

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A Mantova la sperimentazione con plasma iperimmune, partita all’inizio di aprile, sembra funzionare

Siamo a Mantova, nell’Ospedale Carlo Poma, dove, insieme all’Ospedale San Matteo di Pavia, si è appena conclusa la prima sperimentazione con plasma iperimmune (estratto da sangue di pazienti contagiati e guariti) su un centinaio di pazienti critici.

Dai primi giorni di aprile, quando è iniziata la sperimentazione, tra le persone trattate con plasma iperimmune, ricco, quindi, di anticorpi contro la malattia, non si sono avuti decessi.

I decorsi clinici dei tanti pazienti trattati con il protocollo messo a punto da Cesare Perotti e Massimo Franchini – direttori di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale a Pavia e Mantova – raccontano di malati guariti o stabilizzati e forniscono una chiara evidenza dell’efficacia della terapia. Gli effetti sembrano molto rapidi e i donatori già numerosi.

Ora lo studio, primo al mondo, è al vaglio della comunità scientifica e in attesa di una pubblicazione ufficiale, nonché di una seconda sperimentazione.

Nel frattempo sia in Italia che all’estero in molti stanno adottando lo stesso protocollo.

Senza dubbio i risultati rappresentano una buona notizia, ma – ricordano medici e ricercatori con prudente chiarezza – perché il plasma sia efficace bisogna arrivare prima che il virus abbia compromesso la funzionalità degli organi. Diversamente la mortalità resta alta, non più, questa volta, per la presenza del virus nel corpo, quanto per gli effetti, dannosi, che esso ha lasciato dietro di sé.

 

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