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COVID 19: il primo vaccino è in arrivo, ma intanto AstraZeneca si protegge dalle responsabilità future

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Se il vaccino candidato dovesse superare tutte le prove sarebbe disponibile già a fine 2020, ma chi si occuperà dei risarcimenti in caso di effetti collaterali?

Come riporta Adnkronos, il ministro della salute Roberto Speranza ha annunciato nella sua informativa al Senato che, insieme ad altri paesi europei, l’Italia ha firmato un accordo con AstraZeneca che “ci consentirà di avere, se questo candidato vaccino dovesse superare tutte le prove, le prime dosi già entro la fine del 2020“.

Progettato presso l’Università di Oxford, prodotto presso l’Irbm di Pomezia con l’infialamento per tutta Europa che avverrà presso la Catalent di Anagni, questo vaccino ha ottenuto risultati davvero incoraggianti nelle fasi I e II, che fanno ben sperare sulla fase III appena iniziata.

Racconta Reuters che AstraZeneca è riuscita ad ottenere, in questo senso, la protezione da future richieste di responsabilità sui prodotti correlati al suo vaccino COVID-19 dalla maggior parte dei paesi con cui ha raggiunto accordi di fornitura.

Capire chi si sarebbe occupata di eventuali risarcimenti è stato argomento cardine nelle trattative avvenute.

“Questa è una situazione unica in cui noi come azienda semplicemente non possiamo correre il rischio se in … quattro anni il vaccino mostra effetti collaterali”, ha detto a Reuters Ruud Dobber, un membro del gruppo dirigente senior di Astra.

“Nei contratti che abbiamo stipulato, chiediamo un risarcimento. Per la maggior parte dei paesi è accettabile assumersi quel rischio sulle proprie spalle perché è nel loro interesse nazionale“, ha spiegato, anche se non ha specificato quali sono i paesi con cui è stato raggiunto l’accordo.

 

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