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Cosa c’è nel collutorio che potrebbe ridurre la trasmissione del COVID-19?

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Secondo un nuovo studio, la trasmissione del Coronavirus potrebbe essere ridotta attraverso l’uso di alcuni collutori

Un gruppo di ricercatori dell’Unilever, una multinazionale britannico-olandese con sede a Londra, afferma che l’uso di determinati collutori potrebbe aiutare nella lotta contro il Coronavirus, visto che ne ridurrebbe la trasmissione.

Come racconta il Daily Telegraph, lo studio ha evidenziato i potenziali effetti antivirali dei collutori contenenti cloruro di cetilpiridinio, una sostanza chimica che ha un “effetto virucida”.

Diversi collutori sono stati testati in un esperimento che ha mostrato che i prodotti contenenti questa sostanza chimica uccidono i patogeni in bocca in meno di 30 secondi.

Secondo gli scienziati, infatti, il cloruro di cetilpiridino può uccidere il 99,9% degli agenti patogeni in caso di trasmissione di Coronavirus da una persona all’altra.

La prof.ssa Valerie O’Donnell, co-direttrice del Systems Immunity Research Institute presso l’Università di Cardiff in Galles, ha affermato che sebbene lo studio mostri segnali promettenti, sono necessarie ulteriori ricerche – prima tra tutte la peer review, la revisione paritaria che permetterà allo studio di essere analizzato e pubblicato da una rivista scientifica.

Come fa notare il Daily Telegraph, questa ricerca riporta l’attenzione su una questione già affrontata dall’Università di Cardiff all’inizio di quest’anno, in uno studio che valutava i potenziali effetti sul Coronavirus della capacità dei collutori di eliminare i lipidi.

Il COVID-19, infatti, possiede uno strato di protezione lipidica che avvolge il virus e che lo rende più difficile da eliminare.

Poter agire con delle sostanze chimiche in grado di attaccare la barriera, vuol dire avere maggiori possibilità che il virus venga efficacemente neutralizzato.

Speriamo che, anche da questo, possano arrivarci buone notizie.

 

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