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Ebola: si riunisce l’Oms. Possibili rischi internazionali dell’epidemia

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E’ prevista per oggi, a Ginevra, la riunione del Comitato di Emergenza dell’Oms per decidere se inserire il virus Ebola nella lista delle emergenza di salute pubblica di livello internazionale

E’ prevista per oggi, a Ginevra, la riunione del Comitato di Emergenza istituito dall’Oms per fare il punto sulla diffusione del virus Ebola e decidere se inserire la malattia nella lista delle ‘emergenza di salute pubblica di livello internazionale’. Secondo quanto annunciato dall’agenzia Onu, il meeting dovrebbe durare due giorni. 

Il protocollo di ‘rischio internazionale di salute pubblica’ è stato adottato, finora, soltanto per l’influenza suina del 2009 e, poche settimane fa, per la polio. La valutazione di oggi dell’Oms dovrà quindi basarsi sui dati e sulle previsioni di contenimento del virus in relazione alla sua capacità di trasmissione e diffusione nel mondo. ‘Se il comitato riterrà necessario dichiararlo – spiega il comunicato dell’agenzia Onu – saranno raccomandate misure aggiuntive per ridurre i rischi di diffusione.’

Per il Centro Europeo di Controllo delle Malattie, che ha recentemente pubblicato il suo ‘risk assessment‘ sul virus, il rischio che l’Ebola arrivi in Europa è ‘molto basso’. Secondo gli esperti infatti, ‘anche per chi viaggia o risiede nei Paesi colpiti, ci sono poche probabilità di contrarre il virus, a patto che si seguano alcune precauzioni elementari’. E proprio sulle precauzioni elementari, l’Unità di Crisi della Farnesina, in collaborazione con le ambasciate italiane ad Abidjan e a Dakar, ha diffuso una e-mail di allerta con consigli pratici ai connazionali che si trovano nei Paesi colpiti dall’epidemia. A renderlo noto è un comunicato del Ministero degli Esteri, che annuncia anche la presenza del sito ‘www.viaggiaresicuri.it‘, dove è possibile trovare informazioni utili sui Paesi più esposti alla malattia.

Per il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in l’Italia ‘non c’è comunque alcun pericolo in relazione al virus Ebola e non ci devono esser forme di psicosi, bensì forme di allerta che tutti i Paesi hanno attivato e l’Italia per prima, a partire da posti, aeroporti e luoghi di fruizione turistica’.

Rispetto all’eventualità di infezione nei rifugiati o profughi in arrivo nel nostro Paese, la Lorenzin ha poi aggiunto: ‘anche qualora giungessero, va detto che in Italia sono in atto da oltre un mese controlli che vengono effettuati già in mare a bordo delle navi. Dunque – ha concluso – il rischio remoto fa parte della casistica, ma in Occidente è estremamente difficile che il virus Ebola possa arrivare.’

Nel frattempo, il medico volontario Kent Brantly, curato con il ‘miracoloso’ siero segreto ‘ZMapp’, sarebbero decisamente migliorate, secondo quanto riportato dalla Cnn, al punto che il paziente si sarebbe già alzato sulle sue gambe ed avrebbe fatto anche una doccia. Nancy Writebol, l’altra paziente americana attesa negli Usa nelle prossime ore, avrebbe ricevuto la stessa medicina domenica e anche le sue condizioni sarebbero in via di miglioramento.

Sul fronte dell’epidemia generale, la Banca Mondiale è pronta a dare il suo contributo stanziando d’urgenza 200 milioni di dollari per aiutare i Paesi dell’Africa occidentale colpiti dal virus Ebola. Ad annunciarlo, il presidente del’istituzione internazionale, Jim Yong Kim, nell’ambito del summit Usa-Africa in corso a Washington. Kim ha anche spiegato che le risorse serviranno a contenere la diffusione dell’epidemia in Guinea, Liberia e Sierra Leone.

(ml)

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