ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
La volta buona, Valerio Scanu: "Mi opererò per ridurre la lassità cutanea"-Ucraina, Calenda contro Vannacci: "Patriota Putin, traditore della patria"-A Modena il Learning More Festival, 1° festival su frontiere apprendimento e Ia-Mamma di Dalmasso, prima allenatrice di Franzoni: Elena Valt e l'arte di crescere medaglie olimpiche-Brescia, abusa per anni della figlia minorenne e lei rimane incinta: arrestato-Anderson e Greenwood contro il documentario su Melania Trump: "Togliete la nostra musica"-Ucraina, svolta di Tokyo: più sostegno a Kiev, verso l'adesione al Purl-Tumore al pancreas, farmaco ferma la progressione di un tipo di cancro-Da Fontana a Sighel, ecco il dream team d'oro nella staffetta mista di short track a Milano Cortina-Brindisi, per l'assalto al portavalori caccia ad altri sei banditi in fuga-Riparazione valvola mitrale, Lum 'su Ejcts la tecnica Track'-Infortuni sul lavoro, cosa cambia con la legge 198/2025-Internet, 8 giovani su 10 cercano online informazioni di salute, al via CAREmotions-Internet, Capalbo (Naba): "Ecco come i giovani parlano di salute mentale con spot audiovisivi"-Mochi (Asl Rm1): "Con CAREmotions avviciniamo i giovani ai temi di salute"-Panfilo (Fondazione Msd): "Per parlare ai giovani di salute servono linguaggi nuovi"-Rifiuti, Piunti (Conou): "Italia eccellenza globale in economia circolare oli minerali usati"-Rifiuti, Piunti (Conou): "Portiamo avanti la sfida della qualità"-Iziwork Italia, da nuova Hub a Treviso ricerca profili logistica tessile e alimentare-Sparatoria a Rogoredo, i 4 poliziotti sono indagati per omicidio colposo

Dal Cameroon, la Polyscias fulva

Condividi questo articolo:

Secondo una recente ricerca, questa pianta potrebbe essere un potente antiossidante

Gli scienziati avevano già verificato le proprietà antimicotiche della Polyscias fulva, una pianta originaria dell’Africa. Per questo, hanno deciso di indagare le proprietà antimicrobiche e antiossidanti, già note nella medicina tradizionale.

Attraverso uno studio, pubblicato sulla rivista BMC Complementary and Alternative Medicine, hanno quindi dimostrato che la pianta è efficace sia nell’uccidere i batteri che nella riduzione dei radicali liberi.

Utilizzando tecniche di microdiluizione, i ricercatori hanno analizzato l’estratto grezzo, le frazioni (n-esano, acetato di etile, n-butanolo e residui) e i composti isolati dalla corteccia dell’albero, per testare gli effetti antimicrobici.

Hanno usato 15 ceppi batterici – Staphylococcus aureus (ATCC 25922), Enterococcus faecalis (ATCC 10541), Pseudomonas aeruginosa (PA01), Pseudomonas aeruginosa (ATCC 27853), Escherichia coli (ATCC 8739), Escherichia coli (ATCC 10536), Escherichia coli (ATCC 11775), Enterobacter aerogenes (ATCC 13048), Klebsiella pneumoniae (ATCC13883), Providencia stuartii (ATCC 29916), Salmonella typhi (ATCC 6539), Salmonella parathyphi A, Salmonella paratyphi B, Shigella flexneri e Proteus mirabilis- e hanno misurato l’attività antiossidante della pianta attraverso saggi 2,2-difenil-1-picrylhydrazyl (DPPH), pirogallolo (anione superossido) e beta-carotene-linoleico.

L’estratto grezzo presentava proprietà antibatteriche contro S. typhi, E. aerogenes, P. aeruginosa ed E. coli (ATCC 10536) ad una concentrazione minima inibitoria (MIC) da 2.000 a 8.000 microgrammi per millilitro (mcg / mL).

Le frazioni di etile acetato e n-butanolo hanno avuto un effetto più attivo, richiedendo solo una MIC tra 500 e 1.000 mcg / mL. Tra i composti isolati, il beta-sitosterolo e la 3-O-alfa-L-arabinopiranosil-hederagenina avevano la MIC più bassa a soli 6,25-100 mcg / mL.

In termini di capacità antiossidante, l’estratto grezzo e il metiltrarato hanno mostrato una migliore capacità nell’eliminare i radicali liberi DPPH e quelli derivanti dall’ossidazione dell’acido linoleico.

Per i ricercatori, questi risultati bastano per dimostrare che l’albero ha proprietà antimicrobiche e antiossidanti tali da renderlo una potenziale risorsa per la fitomedicina. Non è la prima ricerca dedicata a questa affascinante pianta. Già nel 2014 due ricercatori italiani avevano provato a indagare le sue capacità antiossidanti e antinfiammatorie

Questo articolo è stato letto 39 volte.

africa, antiossidanti, Polyscias fulva

Comments (14)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Ecoseven è un prodotto di Ecomedianet S.r.l. Direzione e redazione: Lungotevere dei Mellini n. 44 - 00193 Roma
Registrazione presso il Tribunale di Roma n° 482/2010 del 31/12/2010.redazione@ecoseven.net