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buco nero

C’è un enorme buco nero al centro della nostra galassia

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buco nero

È storia. Per la prima volta fotografato Sagittarius A*, il buco nero al centro della Via Lattea

Guardatela bene, perché questa immagine comparirà sui libri di storia. È il cuore pulsante della nostra galassia, la prova inconfutabile che conferma quanto ipotizzato nel febbraio del 1974, quando per la prima volta si parlò della possibile presenza di un buco nero supermassiccio proprio al centro della nostra galassia, la Via Lattea.

Questo bestione denominato Sagittarius A*, è distante dal nostro pianeta circa 27 mila anni luce e la sua stazza non trascurabile, ovvero 4 milioni di volte la massa del sole e un diametro circa 23 milioni di kilometri, lo rendono l’oggetto più grande a noi vicino. Ma niente paura: è li già da tantissimo tempo e non rappresenta alcun pericolo per noi.

Ma cos’è che si vede in questa foto tutta sfocata e apparentemente incomprensibile? È presto detto.

Siccome gli scienziati non sono molto bravi a dare nomi fantasiosi agli oggetti che scoprono, vi basterà immaginare un buco nero proprio come un buco, molto grande, e nero. La caratteristica principale di un buco nero è che, complice la sua massa spropositata che genera un enorme forza di attrazione, trascina ogni cosa al suo interno senza più lasciarla uscire, compresa la luce.

Una sorta di imbuto spaziale. E siccome nemmeno la luce riesce più ad uscire da un buco nero, questi ci appaiono scuri, privi di luce. Tuttavia, in forte contrapposizione con il centro buio di un buco nero, la regione più esterna, il bordo che lo circonda, è molto molto luminoso a causa della materia (gas e polveri) che è in procinto di essere risucchiata al suo interno, vorticando intorno al buco a velocità fuori di testa prima di precipitare oltre “ l’ orizzonte degli eventi ” , il punto di non ritorno oltre il quale nulla torna indietro e tutto ci appare buio.

Tecnicamente quello che si vede nella foto non è proprio il buco nero, perché essendo un buco ed essendo privo di luce, non è possibile vederlo direttamente. Possiamo però osservare il suo “disco di accrescimento” ovvero il vortice di materia che avvolge e gira attorno al buco nero emettendo grandi quantità di energia e radiazioni che, se osservate con gli strumenti giusti, (telescopi sensibili alle onde radio) possono essere individuate anche dal nostro pianeta. La parte della foto che appare rossa, arancione e nei punti più caldi, bianca, per intenderci.

Ed è proprio in questo modo che siamo riusciti a scattargli questa bella foto ricordo, grazie ad un incredibile collaborazione tra diversi laboratori di osservazione sparsi in tutto il mondo, chiamata EHT, Event Horizon Telescope di cui fanno parte anche 5 scienziati italiani: Mariafelicia De Laurentis, Elisabetta Liuzzo, Roberto Neri, Ciriaco Goddi. Luciano Rezzolla.

Questa rete EHT di 8 telescopi sparsi sul globo è stata coordinata per formare un unico grande occhio in grado di farci raggiungere con lo sguardo il centro della nostra galassia, svelandoci il suo nucleo finora rimasto nascosto.

E se tutto questo non vi sembra ancora abbastanza, pensate che Einstein ne aveva già predetto le dimensioni, basandosi sulla sua teoria della relatività, senza averlo mai visto, con uno scarto quasi nullo. Non è una cosa incredibile la scienza?

Luna Riillo

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