tripla emergenza ambientale

Si può invertire la “tripla emergenza ambientale”?

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L’ONU lancia il piano decennale per ripristinare gli ecosistemi compromessi

Le Nazioni Unite hanno lanciato il Decade on Ecosystem Restoration, un piano decennale per il ripristino degli ecosistemi che mira a prevenirne, arrestarne e invertirne il degrado.

L’evento virtuale che è stato usato come volano per lanciare il piano ha riunito voci diverse, tra cui capi di governo, leader religiosi, artisti e attivisti di tutto il mondo. Il programma presentato è orientato ad aiutare il mondo a riprendersi da quella che il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha definito una “tripla emergenza ambientale”.

Rivolgendosi ai partecipanti all’evento, il Segretario generale ha affermato che l’umanità sta attualmente affrontando: una distruzione del clima, una perdita di biodiversità e un crescente inquinamento – una tripla emergenza ambientale, appunto.

“Stiamo raggiungendo il punto di non ritorno per il pianeta”, ha detto Guterres.

“Stiamo devastando gli stessi ecosistemi che sono alla base delle nostre società e, così facendo, rischiamo di privarci del cibo, dell’acqua e delle risorse di cui abbiamo bisogno per sopravvivere”.

Il Direttore Generale della FAO Qu Dongyu ha aggiunto che circa il 40% della popolazione mondiale è stressata dalla crisi climatica. Trovare una soluzione è necessario.

Il piano decennale delle Nazioni Unite sul ripristino dell’ecosistema durerà fino al 2030 sotto la direzione congiunta del Programma ambientale delle Nazioni Unite (UNEP) e dell’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO).

Attraverso il programma, le due organizzazioni guideranno il mondo per reimmaginare, ricreare e ripristinare gli ecosistemi.

Una recente ricerca fatta da alcune agenzie partner delle Nazioni Unite ha rivelato che per contrastare le crisi del clima, della biodiversità e del degrado del suolo, il mondo deve triplicare i propri investimenti per l’ambiente entro il 2030. In altre parole, i governi, le istituzioni e gli individui devono lavorare tre volte di più di quanto fanno attualmente per contrastare la crisi climatica.

Insomma, contro la tripla emergenza climatica, il triplo degli sforzi.

 

 

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