latte avariato

Il latte avariato diventa un capo indossato

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Come trasformare il latte avariato in magliette più morbide del cotone

Come sappiamo, lo spreco di cibo è uno dei maggiori problemi per quello che riguarda l’ambiente e le risorse. Secondo i numeri presentati dalla startup Mi Tierro, solo negli Stati Uniti, ogni anno, vengono sprecate 128 milioni di tonnellate di latte, senza contare che il 40% dei cibi prodotti non viene consumato.

Per questo l’innovativa azienda di Los Angeles ha deciso di utilizzare la biotecnologia per trasformare una parte di tale spreco alimentare in fibre sostenibili, col fine di produrre magliette biodegradabili.

Per trasformare il latte avariato in abbigliamento – una pratica che sembra davvero surreale se si prova a pensarla – Mi Tierro ha usato una tecnologia che riprogetta le proteine ​​del latte, inventando un processo unico che utilizza il 60% in meno di acqua rispetto alla produzione tradizionale di una maglietta di cotone biologico.

Il metodo è stato inventato in soli tre mesi dai fondatori Robert Luo e Daniel Zhuang.

Dopo aver visitato il caseificio di suo zio in Cina nel 2018, Luo ha visto con i suoi occhi quanto latte viene sprecato e, dopo aver fatto alcune ricerche, ha scoperto che il problema era enorme, di portata globale. È nata così l’idea di raccogliere latte e altri prodotti lattiero-caseari da aziende agricole, centri di trasformazione alimentare e negozi di alimentari e poi estrarre e purificare le molecole proteiche della caseina in modo da poterle trasformare in fibre eco-compatibili.

Secondo l’azienda, il materiale che ne viene fuori è tre volte più morbido del cotone, è antimicrobico, inodore, antipieghe e termoregolatore.

Se ciò non bastasse, ogni maglietta contiene 18 aminoacidi che possono nutrire e migliorare la struttura della pelle.

Inoltre, Mi Terro si impegna a piantare 15 alberi per ogni acquisto.

Il loro obiettivo è quello di realizzare altri prodotti ecologici e offrire un sostituto sostenibile della plastica, in modo da creare un nuovo tipo di economia circolare alimentata dai rifiuti agricoli.

Tra l’altro, poiché la fibra viene recuperata dagli scarti alimentari e trasformata senza sostanze chimiche, rimane biodegradabile anche dopo aver raggiunto la fine della sua seconda vita.

 

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