ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Terremoto a Creta, forte scossa di magnitudo 5.8-Spuntino di mezzanotte? Non è una buona idea, lo snack fa male all'intestino-25 aprile, a Roma quattro cortei per festa della Liberazione: orari e percorsi-Meloni a Cipro chiede all'Ue 'risposte' alla crisi energetica-25 aprile con temperature record, l'esperto meteo: "Italia baciata dal sole"-Italia ripescata ai Mondiali? Trump 'dice no': "Non voglio penalizzare i giocatori dell'Iran"-Trump: "Iran nel caos, non ho fretta: non userò armi nucleari". Israele-Libano, tregua di altre 3 settimane-Safety Expo 2026-sicurezza sul lavoro, benessere psicosociale in primo piano-Incidente a Barletta, due morti e cinque feriti-Foggia, uccide la moglie a colpi di pistola e si costituisce-Iran, Papa Leone XIV: "Non posso essere a favore della guerra"-Meta licenzia 8.000 dipendenti, è il 10% dell'organico totale-Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 23 aprile-Malpensa, aeroporto rimane intitolato a Silvio Berlusconi. La figlia Marina: "Tar rimette cose a posto"-Musica, Vittimberga (Inps): "Protagonisti culturali, non solo ente previdenziale"-Sondaggio politico, crescono Fratelli d'Italia Pd e M5S. Conte 'vince' le primarie-Musica, Merlino (Mic): "Riqualificazione urbana e grande cultura per Festival Garbatella"-Macron, addio alla politica: "Lascio quando scade mandato da presidente"-Musica, De Felice (Inps): "Festival Garbatella per rafforzare coesione Paese"-Consumi, Bacchiega (Esselunga): "Promozione stili di vita sani è parte nostro piano di sostenibilità"
plastica

Un superenzima mangia plastica voracemente

Condividi questo articolo:

plastica

È capace di degradare la plastica 6 volte più velocemente di ogni altra cosa

Una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences ha rivelato che un superenzima progettato in laboratorio è in grado di degradare la plastica sei volte più velocemente di qualsiasi altro enzima mangia-plastica precedente.

La scoperta è merito di un team di scienziati della University of Portsmouth che puntava a dare il suo contributo nel rafforzare gli sforzi per riciclare la plastica, in modo da sbarazzarsi delle materie monouso che finiscono nelle discariche e nei corsi d’acqua.

Il superenzima è stato sviluppato in laboratorio collegando due enzimi separati trovati in un insetto mangia-plastica, scoperto per la prima volta in un sito di rifiuti giapponese nel 2016.

Poiché i due enzimi non potevano combinarsi naturalmente, gli scienziati hanno avviato il processo di progettazione di un superenzima combinandoli artificialmente.

Il primo enzima capace di degradare la plastica, che è stato progetto ufficialmente nel 2018, era in grado di abbattere i rifiuti in pochi giorni: è rispetto a questo che, come affermano gli scienziati, il nuovo superenzima ha aumentato di sei volte la sua velocità.

“Quando abbiamo collegato gli enzimi, in modo piuttosto inaspettato, abbiamo ottenuto un drammatico aumento dell’attività”, ha detto John McGeehan, professore presso la University of Portsmouth. “Questa è una traiettoria verso il tentativo di produrre enzimi più veloci che sono più rilevanti dal punto di vista industriale. Ma è anche una di quelle storie sull’imparare dalla natura e poi portare questo insegnamento in laboratorio”.

La scoperta apre strade per nuovi investimenti nel riciclaggio della plastica nei prossimi anni.

Anche perché i ricercatori hanno suggerito che la combinazione di questo superenzima con gli enzimi di degradazione del cotone esistenti potrebbe anche aiutare a riciclare diversi tipi di tessuto – inoltre gli scienziati stanno ancora apportando modifiche agli enzimi per scoprire se possono accelerare il processo.

 

Questo articolo è stato letto 125 volte.

degradazione plastica, enzima plastica, insetto mangia plastica, plastica, riciclaggio, riciclare la plastica

Comments (4)

I commenti sono chiusi.

Ecoseven è un prodotto di Ecomedianet S.r.l. Direzione e redazione: Lungotevere dei Mellini n. 44 - 00193 Roma
Registrazione presso il Tribunale di Roma n° 482/2010 del 31/12/2010.redazione@ecoseven.net