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Riciclare? Sì, ma a che pro?

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Uno studio spiega che i tassi di riciclaggio aumentano quando le persone sanno in cosa verranno trasformati i loro rifiuti

«Tanto poi buttano tutto insieme». «Guarda che fare la raccolta differenziata è inutile». «Ma davvero pensi che tutte queste bottiglie che impili con pazienza saranno riciclate?». Quante volte ci siamo sentiti dire queste frasi, quando abbiamo parlato delle nostre abitudini di differenziazione dei nostri scarti? Molte, perché le persone tendono a non fidarsi di quello che succede ai propri rifiuti una volta che sono stati buttati. 

E infatti secondo uno studio ideato da un gruppo di psicologi, spiegare alle persone in cosa si trasformano i loro rifiuti contribuirebbe ad aumentare i tassi di riciclaggio.
Fino a questo momento, la retorica sul riciclaggio si è mossa a partire dall’instillare un senso di colpa riguardo all’ambiente e alle risorse sprecate, si è concentrata più che altro sul descrivere quanto sia meschino fregarsene del destino del pianeta ma, secondo gli psicologi, questo, anche se aiuta a pensare in potenza a quello che si dovrebbe fare, non sempre si risolve in delle azioni concrete. Per questo i ricercatori hanno deciso di indagare meglio su cosa potesse spingere le persone a riciclare.

Hanno iniziato con un gruppo di 111 studenti universitari, a cui hanno chiesto di scarabocchiare su una carta straccia prima di guardare tre diverse pubblicità: una era un messaggio generico che mostrava dove dovevano buttare la carta e le altre due mostravano due cose diverse in cui quella carta sarebbe stata trasformata. Dopo aver completato il sondaggio, gli studenti sono stati invitati a smaltire la carta straccia: la metà di quelli che avevano letto il messaggio generico l’ha riciclata, mentre il tasso di riciclaggio è salito all’80% tra coloro che avevano visto gli annunci, che indicavano cosa quella carta sarebbe diventata.

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