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Il recupero dei LEGO

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La LEGO sta pulendo e riconfezionando i vecchi mattoncini per darli in beneficenza ai bambini

Niente obsolescenza programmata per quanto riguarda i pezzi di costruzione della LEGO: i mattoncini di plastica più famosi del mondo, infatti, sono estremamente resistenti, hanno un sistema di connessione che non è mai cambiato del corso del tempo e in più, nonostante siano in plastica, riescono comunque ad avere dei record di sostenibilità.

L’azienda danese, infatti, si è sempre distinta per le sue mosse green: a partire dagli investimenti nell’eolico offshore, passando per le relazioni interrotte con le compagnie petrolifere, fino ad arrivare al piano di sostituzione della plastica dei mattoncini con materiali sostenibili – un obiettivo che vuole essere portato a termine entro il 2030.

Recentemente, la Società ha anche lanciato un programma pilota negli Stati Uniti che si chiama LEGO Replay e che fonde la sostenibilità con la filantropia: in pratica, le famiglie possono prendere i loro vecchi LEGO, stampare un’etichetta di spedizione gratuita dal partner LEGO Give Back Box e inviarli. A quel punto, i mattoncini verranno ispezionati, ordinati e puliti, per poi spedirli a Teach For America e Boys and Girls Club di Boston.
Lo sviluppo del programma ha richiesto tre anni, tempo che il team ci ha messo per assicurarsi che fossero soddisfatti i più alti standard di qualità e sicurezza e che tutto fosse allineato alle normative statunitensi.

I giocattoli inviati a Teach For America andranno nelle aule di tutto il paese, mentre quelli inviati ai Boys & Girls Club di Boston sono diretti ai loro programmi di doposcuola. Il progetto pilota si concluderà nella primavera del 2020, a quel punto il gruppo LEGO valuterà una sua possibile espansione.
La speranza è che arrivi presto anche da noi, in modo da poter dare ad altri bambini i mattoncini con cui, quando eravamo piccoli, abbiamo cercato di costruire i nostri sogni. In questo modo la longevità della plastica diventerà un vero vantaggio.

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