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Ricostruire la foresta amazzonica con il cioccolato

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Il cacao potrebbe essere la chiave per rendere nuovamente verde il Sud America

Per decenni, gli allevatori brasiliani hanno partecipato alla distruzione su vasta scala della foresta pluviale. Ora loro – e il cioccolato – potrebbero essere la chiave per riforestare il Sud America.

Secondo un report pubblicato su Reuters, molti allevatori piantano alberi di cacao con il benestare delle associazioni ambientaliste, che ritengono che le piantagioni possano fungere da nuove foreste.

Si tratta di un’alleanza insolita, visto che fino a poco tempo fa, gli ambientalisti erano in guerra con gli allevatori: i primi definivano l’allevamento una pratica distruttiva capace solo di annientare fragili ecosistemi; i secondi si difendevano dicendo che i loro mezzi di sostentamento dipendevano da questo.

Gruppi ambientalisti come quelli di The Nature Conservancy ritengono che le piantagioni di cacao offrano un compromesso in cui tutti vincono, rafforzando sia l’ecologia che l’economia del Brasile.

Il Sud America era uno dei primi tre produttori di cacao al mondo, prima che un fungo distruggesse le piantagioni negli anni ’90. The National Association of the Cocoa Processing Industry (AIPC) pensa che le nuove colture possano riportare il Brasile alla sua antica gloria: entro il 2028, potrebbe raddoppiare la produzione annua, arrivando a 200.000 tonnellate. Ciò aumenterebbe l’offerta globale di cacao del 5%. Secondo Eduardo Bastos dell’AIPC, metà della nuova produzione di cacao arriverebbe dalle “foreste di cioccolato” piantate dagli allevatori, che ora coprono 1.700 chilometri quadrati (circa 170.000 ettari).

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Redazione Ecoseven

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