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Più alberi e meno mucche

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Gli scienziati annunciano che si deve mangiare meno carne e si deve avere più verde intorno per combattere i cambiamenti climatici

Il team guidato da Helen Harwatt della Harvard Law School ha pubblicato uno studio su Lancet che spiega che il ripristino della vegetazione naturale attualmente è la migliore opzione per combattere i cambiamenti climatici e rimuovere l’anidride carbonica dall’atmosfera, se vogliamo raggiungere l’obiettivo delle emissioni zero entro il 2050.

Per farlo ci si deve però occupare anche del problema degli animali da allevamento, che continuano ad occupare gran parte del terreno che deve essere ripristinato.

Gli scienziati chiedono quindi quattro misure:
1. «dichiarare un lasso di tempo per il picco del bestiame», ovvero il punto oltre il quale «la produzione di bestiame da ciascuna specie non continuerebbe ad aumentare»;
2. «nel settore zootecnico, identificare le maggiori fonti di emissioni o i maggiori occupanti del territorio, o entrambi, e fissare obiettivi di riduzione adeguati per la produzione»: un processo da ripetere in sequenza, in modo da fissare obiettivi man mano, sia per l’emettitore che per l’occupante;
3. una riconfigurazione del settore agricolo;
4. «quando i pascoli non sono necessari o non sono adatti per l’orticoltura o la produzione di seminativi, adottare un approccio di soluzioni climatiche naturali ove possibile, per riutilizzare la terra come un pozzo di carbonio ripristinando la copertura vegetale nativa al massimo potenziale di sequestro del carbonio con ulteriori vantaggi per la biodiversità».

Insomma, lavorare su due fronti, da una parte riduci le emissioni di gas serra facendo diminuire la nostra dipendenza dalla carne, dall’altra lo fai massimizzando la crescita della vegetazione e degli alberi autoctoni.

 

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