Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Oleogel antiossidante dalle bucce di mela: il brevetto italiano che valorizza gli scarti-Meteo in tempo reale su Ecoseven: arriva il box Windy per leggere il clima come non hai mai fatto prima-Le nuove esigenze del mondo: salute, ambiente e benessere sono la stessa economia-Alberobello, la città dei trulli: storia, materiali e consigli pratici-Scarpe che generano energia: correre e ricaricare il cellulare-Il cibo spazzatura nei primi anni di vita può influire sul QI dei bambini-Pulizie creative: soluzioni eco per la cura della casa-Primo caldo, i cosmetici da cambiare: guida pratica per proteggere pelle e look-Tè deteinato con CO2: metodo, benefici e consigli per l'acquisto-7 modi naturali per tenere lontane le zanzare-Uccelli e mammiferi: due strade indipendenti per cervelli complessi-Schiuma isolante sostenibile a base di PLA e cellulosa-Trasformare l’inquinamento in pigmenti non tossici: l’arte di John Sabraw che pulisce i fiumi-Frigoriferi senza elettricità: la rivoluzione fredda delle ecoinvenzioni-Saathi Pads: assorbenti biodegradabili in fibra di banana che uniscono sostenibilità e impatto sociale-Due americani e un Papa: Vance e Rubio tra fede, potere e la corsa alla Casa Bianca-Inter, quanto vale lo scudetto? L'incasso dei nerazzurri con il tricolore-Tumori: in Italia l'immunoterapia sottocute, si somministra in pochi minuti-Prevenzione melanoma, al via campagna Unicoop Firenze e Imi per controllo nei-Russia, più sicurezza e meno contatti: così Putin gestisce l'aumentato rischio attentato

Pellicce finte che potrebbero essere vere

Condividi questo articolo:

Nel Regno Unito si apre il dibattito su un eventuale divieto circa la vendita delle pellicce dopo che si è scoperto che alcune di quelle che si vendevano per false erano autentiche

Si chiama «Fur Trade in the UK» il nuovo rapporto del governo inglese che invita i rivenditori di abbigliamento a lavorare meglio nel comprendere e identificare ciò che stanno vendendo. All’inizio dell’anno, il governo aveva avviato un’inchiesta in risposta alle indagini della BBC, della Humane Society International e di Sky News, secondo cui c’erano pellicce vere che venivano commercializzate come false.

E, ovviamente, come capita sempre quando sono le pellicce l’argomento del contendere, il dibattito ha preso subito la via dell’accesa discussione, portando il Parlamento a chiedersi se vietare o meno le importazioni di pellicce – c’è da dire, anche, che il dibattito è stato scatenato da una petizione che ha raggiunto quasi le 110.000 firme. Alla fine, si è optato per uno schieramento contro il divieto di importazione, sostenendo che il modo più efficace per combattere non è locale ma globale.

Di fatto, però, sono in molti a considerare l’atteggiamento del Regno Unito incoerente: infatti, anche se l’allevamento di animali col fine di venderne le pellicce non è più permesso nel paese dal 2000, tutte le pellicce (eccetto cane, gatto e foca cacciati con fini commerciali) possono essere importate da altri paesi, dove, probabilmente, la supervisione potrebbe essere meno severo di quanto non sia nel Regno Unito.

Insomma, non è finita: questa discussione non è destinata a spegnere presto i suoi toni molto presto. Anche perché sia la pelliccia vera che quella finta sono molto dannose: la prima per le questioni di crudeltà sugli animali e la seconda per le implicazioni ambientali dei materiali sintetici di cui è fatta, basati sul petrolio.
Se il fronte inglese va avanti, il Regno Unito potrebbe diventare il primo paese al mondo a bandire la pelliccia in modo definitivo.

Questo articolo è stato letto 67 volte.

inghliterra, Pellicce, regno unito

I commenti sono chiusi.