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Tempi di crisi, cambia la spesa: meno auto e case, piu’ telefoni

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Meno auto e motori, ma piu’ telefoni, meno vestiti e scarpe, meno case e mobili, ma piu’ oggetti di information technology

 

‘Se potessi avere mille lire al mese…’ cantava Gilberto Mazzi nei lontani anni ’30. Anni lontani nel tempo, ma non nei sentimenti e nelle speranze dei cittadini italiani, che messi in ginocchio dalla crisi economica, sperano tutti di poter avere, almeno, 1000 euro al mese. Cambia la moneta, cambia il quantitativo, ma non la sostanza.

In realtà, oggi, per vivere bene, senza modificare radicalmente le abitudini di spesa,  ci vorrebbero almeno 1.300 euro al mese, per un single. Discorso diverso per una coppia sposata, che per vivere senza troppe rinunce chiede 1.900 euro, 2000 euro netti se si hanno figli. I dati emergono da un sondaggio realizzato da Findomestic con Ipsos ed evidenziano chiaramente il bisogno degli italiani. La crisi ha abbassato gli stipendi, ha licenziato migliaia di operai, ha fatto chiudere centinaia e centinaia di aziende e ha modificato le abitudini dei cittadini del Bel Paese.

 

Meno uscite serali per ristoranti e pizzerie, meno viaggi e week end fuori. Ma anche meno acquisti di beni durevoli. Secondo i dati dell’Osservatorio di Findomestic Banca presentati a Roma si è registrato un crollo nel 2013 dell’acquisto da parte delle famiglie di moto e auto nuove, rispettivamente -24,0% e -6,7% rispetto al 2012. In calo anche la spesa per la casa e i mobili (-5,7%) rispetto ai quali forse si sperava in un effetto-incentivi maggiore. I soli comparti a reggere sono la telefonia, che cresce del 9,4% in tempi di incertezza e disoccupazione diffusa, e l’information technology (+4,0%). ‘In tempi di crisi e di forte incertezza riguardo al futuro, si rinuncia in sostanza all’acquisto della moto o dell’auto nuova e ci si ‘consola’ con l’ultimo modello del tablet o dello smartphone, più a portata delle proprie tasche’ commenta Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Findomestic.

gc 

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