Obama cerca la svolta verde in Estremo Oriente

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Cina-Usa: arriverà a un accordo sul clima entro il 2015?

L’intesa sul taglio dei gas serra, naufragata nel 2009 a Copenhagen, potrebbe arrivare nel 2015, durante la Conferenza sul Clima delle Nazioni Unite che inizierà nel novembre del prossimo anno a Parigi. 

Le diplomazie delle due economie più grandi del pianeta, che da sole generano il 43 per cento delle emissioni di anidride carbonica, sono al lavoro al vertice Asia-Pacifico. Questa è infatti la prima visita a Pechino di Obama dal 2009, nonché il primo incontro con il presidente Xi Jinping. Ci auguriamo che  possa portare alla firma di un concordato tra Stati Uniti e Cina per il taglio delle emissioni di gas serra e per intensificare la lotta al cambiamento climatico. 

Il Segretario di Stato John Kerry qualche giorno fa è tornato a Pechino per lanciare un messaggio molto chiaro: ‘la collaborazione tra Cina e Usa – ha detto – potrebbe aiutare a dare l’esempio di una leadership globale e di una serietà degli sforzi per centrare questi obiettivi’. Kerry ha fornito anche una prospettiva economica della svolta verde: ‘nei prossimi 20 anni si stima che nelle energie pulite si investiranno 17 trilioni di dollari. Più dei Pil di Cina e India sommati’. 

Politicamente Obama è uscito indebolito dalle ultime elezioni e quindi cerca il riscatto sul piano internazionale: un accorso sul clima con il gigante cinese sarebbe un evento storico. Dal canto suo la Cina, dopo anni di boom economico, ha iniziato a porsi la questione della tutela dell’ambiente perché i rischi legati all’inquinamento si fanno sempre più gravi: dalle centrali a carbone allo smog fuori controllo, la situazione mette seriamente a rischio la salute dei cinesi. Basti pensare che alla maratona di Pechino, svoltasi il mese scorso, gli atleti correvano con la mascherina anti-smog.

Tutto ciò sta minando, oltre che la salute pubblica, anche l’immagine del paese. In occasione del summit, come ha riportato il China Morning Post, per ridurre il traffico e di conseguenza le emissioni, le autorità hanno programmato ferie straordinarie per tutti gli impiegati pubblici. Queste misure dovrebbero ridurre del 35% gli ingorghi nelle strade della capitale e quindi lo smog; un taglio delle emissioni sembra sempre più necessario.

a.po

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