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Legalizzare l’eroina per combatterla? Polemica nello stato di New York

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Un metodo proposto per combattere l’eroina (legalizzarla in alcune zone) fa discutere

A Ithaca, un comitato ha proposto un sito legale per le iniezioni di eroina, in modo da controllarne l’uso: l’idea ha scatenato polemiche e rabbia

Perfino Svante L. Myrick, giovanissimo sindaco di Ithaca e responsabile di aver formato il comitato a cui era stato affidato il compito di trovare una soluzione al crescente uso di eroina nella città, ha trovato alquanto folle il piano proposto: l’istituzione di un sito dove la gente possa fare uso legale di eroina – una cosa che non esiste da nessuna parte negli Stati Uniti, ma che è esistita in Europa, con alcuni risultati anche molto positivi (a Vancouver, nei due anni dopo l’apertura di un centro simile nel 2003 la percentuale di overdose fatali è scesa del 35% nella comunità circostante il sito di iniezione e del 9% nel resto della città).

Nonostante fosse scettico nei riguardi di questo piano, il sindaco ha deciso di presentarlo perché era ben conscio di dover trovare una soluzione drastica per la problematica della droga nella sua città. Sapeva anche che avrebbe provocato molte reazioni e così è stato.

Critiche feroci si sono scagliate su quello che Myrick ha definito un «centro di iniezione sorvegliata»: lo hanno accusato di aver proposto un’idea strampalata, assurda, stupida, che non avrebbe fatto altro che provocare un incremento nell’abuso di droga. Da altre parti, invece, sono arrivati degli appoggi: sia alcuni funzionari delle forze dell’ordine, sia molte persone che si occupano da vicino dell’epidemia del consumo di eroina hanno visto la proposta come uno strumento importante nella lotta contro la dipendenza e l’overdose, un modo per mantenere queste persone in vita abbastanza a lungo da poterle avvicinare a un trattamento, visto che, nel piano, sarebbero sotto controllo medico e potrebbero iniettare solo una piccola quantità di eroina.

Il piano ha ovviamente bisogno di un’approvazione dello Stato ma intanto il sindaco sta anche cercando di avere il benestare dell’opinione pubblica, sforzandosi di spiegare che questo sarebbe solo il primo passo di un piano diviso in quattro parti, che prevederebbe anche la prevenzione, la cura e l’applicazione della legge.

E c’è un’altra cosa che funziona in maniera simile alla droga: il junk food.

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