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L’effetto del surriscaldamento su animali e piante: ecco le specie in pericolo

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A rischio animali, piante, coralli… Il global warming sta scombussolando la natura

Il global warming minaccia anche l’ambiente del nostro paese: sulle Alpi lo stambecco, la pernice bianca e le stessa alpina, ad esempio, sono in pericolo.

La stagione vegetativa è stata anticipata dal clima di questi anni e, ad esempio, i pascoli d’alta quota non offrono ai capretti il foraggio adatto alla loro nutrizione nel momento critico dello svezzamento. La loro sopravvivenza è scesa dal 50% negli anni ’80 al 25% di oggi. Ne muoiono cioè 7-8 piccoli ogni dieci che ne nascono.

Il caldo invece è amico delle zanzare e questo, a livello planetario potrebbe far aumentare alcune patologie diffuse dagli insetti come la dengue, la febbre gialla e la malaria.

Questi sono solo alcuni scenari descritti dal WWF nel dossier ‘Biodiversità e cambiamenti climatici’ proposto in vista della conferenza sul clima di Parigi.

‘Diverse specie di animali e piante, per fuggire al riscaldamento del pianeta stanno spostando i loro areali di distribuzione verso maggiori latitudini o altitudini. Succede per l’84% delle specie che vivono in ambienti aridi, come testimoniano alcuni studi.  Ma per le specie d’alta quota non esistono vie di fuga’, spiega il WWF, lanciando l’allarme per gli animali e le piante che vivono in climi freddi e non avrebbero via di scampo se la temperatura terrestre continuasse ad aumentare. 

Tra gli esempi più celebri (e tragici), ricordiamo il leopardo delle nevi in Tibet, il krill antartico, i trichechi e ovviamente l’orso polare.

Il re dell’Artico è l’animale simbolo di questo pericolo: ‘il WWF sta seguendo gli orsi polari con i radio collari per studiarne comportamento e impostare su basi scientifiche le azioni di conservazione – ha detto Isabella Pratesi, direttore del Programma di Conservazione del WWF Italia – Su 9 orsi polari, alcuni dei quali costretti a nuotare con i loro piccoli per grandi distanze, il 45% dei cuccioli che abbiamo seguito non ce l’ha fatta. Un dato drammatico e allarmante. E’ per loro, per tutti gli orsi polari che per colpa nostra non ce la faranno, che il WWF sta mettendo tutte le sue forse ed energie per fermare il cambiamento climatico, per arrestare la devastante fusione dei ghiacci polari e proteggere l’habitat dell’orso polare’.

E i danni del global warming non si limitano solo alle terre emerse: a rischio ci sono anche gli oceani, che assorbono il calore e lo conservano. Sono a rischio la metà dei coralli e delle barriere coralline. ‘L’aumento di anidride carbonica degli oceani insieme all’aumento delle temperature delle acque – spiega il WWF – producono una diminuzione del PH dei mari, portando quindi ad una vera e propria acidificazione di questi ecosistemi cruciali per la vita umana’.

E che ne sarà degli uccelli migratori? ogni 3 anni gli uccelli arrivano nei territori dove si riproducono con tre giorni di anticipo.

‘Alla conferenza sul clima di Parigi vogliamo dare voce anche alla biodiversità  a rischio –dice Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia- Le attività umane, che utilizzano i combustibili fossili e ‘mangiano’ il suolo e le foreste, stanno avendo un impatto senza precedenti sugli ecosistemi e sulle specie animali e vegetali, e rischiano di stravolgere il Pianeta come lo conosciamo. Pensare che la perdita di biodiversità non ci riguardi è assurdo, il nostro benessere dipende direttamente dal benessere della natura: per questo la COP21 non può permettersi di annacquare le decisioni e deve approvare un accordo realmente efficace nel limitare il riscaldamento globale, in altre parole deve decidere di tagliare drasticamente e rapidamente le emissioni di gas serra prodotte dalle attività umane’.

 

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