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L’aquila è l’uccello più contaminato del mondo

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La colpa è degli eteri bifenili polibromurati, agenti chimici ignifughi che l’industria ha usato per anni

Uno studio recente ha dimostrato che le aquile del Michigan sono gli uccelli più contaminati del mondo a causa delle sostanze chimiche trovate nel loro fegato. Si tratta di agenti chimici usati per ritardare le fiamme in caso di incendio. L’uccello simbolo degli Stati Uniti non prenderà fuoco molto facilmente, si potrebbe dire con macabra ironia.

A cosa si deve il fenomeno? Quarant’anni fa le industrie iniziarono a mettere agenti chimici ignifughi in prodotti come mobili, vestiti o dispositivi elettronici, per evitare che questi ultimi alimentassero il fuco in caso di incendio. Nonostante questi agenti siano stati ritirati dal mercato nei primi anni 2000, tracce sono ancora presenti nell’aria, nei rifiuti e anche nelle persone.

Le aquile sono state contaminate tramite i pesci che mangiano perché l’acqua è contaminata e di conseguenza la fauna che ci vive. I pesci sono in cima alla catena alimentare e per questo accumulano alte concentrazioni di inquinanti chimici. E chi altro troviamo in cima alla catena alimentare? L’uomo, cioè tutti noi.

Infatti i cittadini americani mostrano un alto livello di eteri bifenili polibromurati; tracce si trovano anche nel latte materno.

Dall’altra parte dell’oceano la situazione non è migliore: in soli 30 anni, l’Europa ha perso 421 milioni di uccelli. Scopriamo quali specie sono a rischio.

a.po

 

 

 

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Aquila, eteri bifenili polibromurati, Michigan

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