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Italiani e croati contro le trivelle: Legambiente a Spalato

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Un coro di no alle trivelle si alza da entrambe le sponde dell’Adriatico

Il no alle trivelle arriva da entrambe le sponde dell’Adriatico. Infatti metà della popolazione croata è contraria, mentre la Slovenia le ha già vietate.

Dal 26 al 29 ottobre si sono incontrati a Spalato in Croazia, rappresentanti di organizzazioni e movimenti ambientalisti di Albania, Croazia, Montenegro, Slovenia e Italia che aderiscono al network SOS Adriatico. L’obiettivo è fondare una piattaforma comune per difendere il mare Adriatico dai petrolieri.

Il nostro paese era rappresentato da Legambiente, dai movimenti No Ombrina e Trivelle Zero Marche.

‘I governi e le compagnie petrolifere cercano di fuorviare l’opinione pubblica nei diversi paesi che si affacciano sull’Adriatico. Le minacce che incombono sull’Adriatico travalicano i confini nazionali e devono essere affrontati su scala internazionale. E’ paradossale che alcuni politici croati, per contrastare le proteste, sostengono che in Italia si autorizzano progetti senza problemi, mentre in Italia, con il medesimo intento, si porta ad esempio proprio la Croazia e il suo piano di rilascio di permessi’, ha dichiarato Mosor Prvan dell’associazione SUNCE di Spalato.

‘In Montenegro, d’altro lato, l’opinione pubblica non è informata sui piani del governo relativi a ciò che avverrà in Adriatico. Il processo di esplorazione e di sfruttamento dell’Adriatico sta procedendo in maniera analoga in tutti i paesi, con mancanza di trasparenza da parte delle autorità’, ha affermato Natasa Kovacevic dell’Associazione montenegrina Green Home.

Per Greenpeace Croazia ha parlato Zoran Tomic: ‘S.O.S. Adriatico ha commissionato un sondaggio sul tema delle perforazioni in mare Adriatico, condotto dall’Agenzia IPSOS Puls a ottobre 2015 su un campione di 1.000 persone selezionate in tutta la Croazia ha rivelato che il 49,4% del campione è contrario allo sfruttamento del petrolio in Adriatico, il 37.9% è a favore, mentre il 12.7% non sa. In Dalmazia la percentuale dei contrari sale al 56% mentre solo il 31% è favorevole.  Solo un anno fa le percentuali risultavano invertite. In questo anno il movimento ha informato i cittadini con eventi e manifestazioni. Questo risultato è una vittoria per noi. Un fatto significativo è che in Slovenia il Governo ha deciso di vietare ogni attività di perforazione in mare. L’Adriatico è un golfo di un mare chiuso, il Mediterraneo, che mostra segnali di depauperamento della qualità ambientale e che non può sopportare ulteriori stress di natura antropica. Questo vale anche per la terraferma; basti pensare alla situazione in Albania dove le recenti alluvioni hanno portato l’inquinamento dei pozzi prima nei corsi d’acqua e poi in mare’.

Gli ambientalisti stranieri si sono informati sulla situazione italiana, soprattutto sulle iniziative anti-trivelle portate avanti dai vari comitati e dalle diverse associazioni.

I rappresentanti italiani sono fiduciosi: ‘Il confronto è stato proficuo perché sono state poste le basi per numerose azioni comuni da realizzare nei prossimi mesi, come iniziative verso la Commissione Europea per la mancanza della valutazione dell’effetto cumulo e della Valutazione di Impatto Ambientale transfrontaliero sui singoli progetti petroliferi approvati dal Ministero dell’Ambiente italiano’.

 

Adriatico, Croazia, Italia, legambiente, Slovenia, trivelle

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