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Iniziati i primi affidi dei beagle di Green Hill

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Sono iniziati oggi i primi affidi dei beagle di Green Hill: il primo cane ad uscire e’ stata una fattrice gravida, che l’affidatario ha deciso di chiamare Vegan

Iniziano oggi i primi affidi dei beagle di Green Hill. Nelle previsioni di Lav e Legambiente dovrebbero essere un centinaio i cani che saranno affidati nel corso della giornata. ‘Si tratta di un’operazione complessa. Questi animali – hanno spiegato Gianluca Felicetti di Lav e Nino Morabito di Legambiente – sono solo il simbolo degli 836 mila animali che ogni anno sono usati per la sperimentazione’.

Il primo cane beagle di Green Hill ad uscire dall’allevamento è una ‘fattrice’ gravida che l’affidatario ha deciso di chiamare Vegan. L’arrivo dell’animale è stato accolto con applausi e anche con qualche istante di commozione da parte di tutti gli affidatari giunti a Brescia. Il primo beagle, proveniente dall’allevamento Green Hill, è stato assegnato a Giuliano Floris, esponente del Coordinamento ‘Salviamo i cani di Green Hill’.

Fuori il Comando del Corpo Forestale di Brescia, ad attendere il proprio beagle di Green Hill, ci sono tantissimi affidatari che in queste ore stanno registrando i propri dati. Al Comando e’ giunta anche Michela Vittoria Brambilla, nota per le sue appassionate battaglie animaliste. L’ex ministro del Turismo ricorda quando, nell’ottobre scorso, visitò Green Hill, prese in braccio un cucciolo e fu costretta a lasciarlo nell’allevamento sotto sequestro. ‘Quel giorno promettemmo che li avremmo liberati tutti. Oggi – spiega il deputato – manteniamo quella promessa’.

Il 1 agosto, intanto, si terrà l’udienza, davanti ai giudici del Tribunale del Riesame di Brescia, per discutere l’istanza di dissequestro presentata dalla Green Hill contro il sequestro probatorio dell’allevamento. Il sequestro era stato disposto dalla procura di Brescia, che ipotizza il reato di maltrattamenti di animali. 

Green Hill era un allevamento lager posto sotto sequestro qualche giorno fa, accusato di maltrattamento cani e vivisezione. L’azione di sequestro di Green Hill è il primo passo legale di una lotta che dura da anni. Green Hill è stata spesso oggetto di polemiche e scontri: per gli animalisti la struttura è un lager, dove i cani vengono sfruttati, vivisezionati e talvolta soppressi perché ritenuti di ‘seconda scelta’. Solo pochi mesi fa, ricordiamo, la manifestazione a Montichiari, il blitz a Green Hill, la liberazione di 50 cani beagle destinati alla vivisezione e l’arresto di 12 attivisti avevano sensibilizzato il popolo italiano su questo tema. Risale a pochi giorni fa, invece, la pubblicazione di alcune intercettazioni, che proverebbero come a Green Hill sia stata messa in atto una soppressione non autorizzata di cani, per evitare che questi potessero rientrare nell’anagrafe canina.

(gc)

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