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I terremoti non sono prevedibili, ma periodici

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I terremoti e le altre calamita’ naturali non sono prevedibili, ma potrebbero seguire un calendario e ritornare periodicamente

I terremoti non sono prevedibili scientificamente, ma possono seguire un calendario e ritornare periodicamente, così come frane e valanghe. Ad affermarlo è uno studio dell’Istituto per l’energetica e le interfasi del Consiglio nazionale delle ricerche (Ieni-Cnr) di Milano, in uscita su Nature.

Lo studio sui terremoti e sulle catastrofi naturali è stato realizzato in collaborazione l’Università di Yale e Cornell e con l’Afrl-Air Force Research Laboratory (Usa), partendo dal concetto di base che le calamità sono il risultato del lento accumularsi di una perturbazione esterna, come la neve che si deposita sul pendio o il moto di una faglia. In laboratorio i ricercatori hanno riprodotto dei micro-terremoti di intensità variabile comprimendo colonnine di nichel di dimensioni micrometriche, osservando che questi avvengono in maniera del tutto casuale. Variando la velocità di compressione delle colonnine, i ricercatori hanno, però, riscontrato che esiste un regime in cui i micro-terremoti avvengono in maniera quasi periodica, come se seguissero un calendario.

La periodicità con cui avvengono i terremoti, secondo lo studio, potrebbero essere dovuta alla competizione tra due effetti: la risposta ‘catastrofica’ dei micro-terremoti e una risposta lenta di sottofondo, che nella maggior parte dei casi rimane inosservata. Quando la risposta di sottofondo avviene alla stessa velocità della sollecitazione esterna, l’evento catastrofico si verifica in modo quasi periodico. ‘Lungo una faglia, ad esempio, tra un terremoto e un altro, l’energia viene spesso rilasciata anche tramite il lento fluire di acqua. La teoria suggerisce che se la velocità del flusso fosse simile a quella della faglia i terremoti potrebbero avvenire in modo quasi-periodico’ ha spiegato Stefano Zapperi, coautore dello studio.

 (gc)

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