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Gli Italiani scelgono i prodotti delle zone colpite dal sisma. Da qui passa la ripresa

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Amatriciana e Caciotte della solidarietà per far ripartire l’economia. L’Italia solidale aiuta le regioni colpite dal sisma

Tre italiani su quattro hanno acquistato prodotti delle zone terremotate per aiutarne la ripresa economica.

Lo spiega una indagine Coldiretti/Ixe’ diffusa all’inaugurazione del nuovo mercato di Roma Capitale di Campagna Amica al Circo Massimo che riparte ospitando alla vigilia dell’inverno gli agricoltori, i pastori e gli allevatori terremotati che hanno portato i primi raccolti dopo il sisma.

La pasta all’amatriciana è il simbolo di questa ripresa: il 10% degli Italiani ha partecipato a iniziative legate a questa ricetta. Un sostegno che ha aiutato agricoltori e allevatori a rimanere nelle proprie aziende a presidiare il territorio per difenderne le specialità. Il rischio che il teremoto distrugga l’economia di queste zone è reale.

“Il terremoto ha colpito un territorio a prevalente economia agricola con una significativa presenza di allevamenti che occorre sostenere concretamente per non rassegnarsi all’abbandono e allo spopolamento”, ha affermato il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare la necessità che “la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo”. Nonostante le difficoltà – precisa Coldiretti – agricoltori e allevatori sono riusciti a garantire la produzione della maggior parte delle tipicità delle zone terremotate. Molte famiglie hanno scelto di servire le ricette tipiche locali, dalla zuppa con le lenticchie di Castelluccio a quella con la roveja, ma anche la patata di Colfiorito, la mortadella di Campotosto, il prosciutto di Norcia, il pecorino amatriciano e quello dei Sibillini, lo zafferano, il tartufo o il ciauscolo.

“Scegliere di acquistare prodotti di aziende colpite dal sisma”, ha dichiarato Maria Letizia Gardoni, Delegata nazionale Coldiretti Giovani impresa, “significa sostenere l’economia e la tenuta sociale di quei territori che rivestono un ruolo cruciale nell’identità non solo agricola, ma anche culturale dell’intero Paese. Negli ultimi anni stiamo di fatto assistendo al risultato di una profonda rivoluzione culturale di cui Coldiretti si è fatta promotrice che pone la scelta del cibo su criteri diversi basati su coscienza e consapevolezza di ciò che i consumatori portano sulle proprie tavole. La scelta di prediligere alimenti salvati dalle macerie è la prima manifestazione di come il cibo rappresenti la chiave per la ripresa economica”.

In questi mesi, oltre 60mila italiani hanno assaggiato la caciotta della solidarietà, ottenuta con il latte raccolto dalle stalle terremotate di Norcia, Amatrice e Leonessa e il “cacio amico” fatto con il latte degli allevamenti marchigiani. Inoltre i mercati degli agricoltori di Campagna Amica continuano ad ospitare, dalla Capitale a tutta la Penisola, gli agricoltori terremotati rimasti senza possibilità di vendita. Per aiutare le aree rurali è anche attivo uno specifico conto corrente denominato “COLDIRETTI PRO-TERREMOTATI” (IBAN: IT 74 N 05704 03200 000000127000) dove indirizzare la raccolta di fondi.

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Redazione Ecoseven

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