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Giorgio Napolitano giura nuovamente da Presidente della Repubblica

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Duro il j’accuse di Giorgio Napolitano nel discorso del suo secondo giuramento

E’ un Giorgio Napolitano commosso, toccato, ma a tratti duro (quasi arrabbiato) quello che giura per la seconda volta da Presidente della Repubblica. E un Giorgio Napolitano durissimo nei confronti della politica, delle istituzioni e soprattutto dei partiti che lo hanno chiamato ad un incarico che lo stesso Presidente a più volte definito gravoso.

Alcuni passaggi lasciano poco spazio alle interpretazioni: “imperdonabile resta la mancata riforma della legge elettorale del 2005 (…) questa mancata riforma ha suscitato frustrazione nei cittadini”.

“Non meno imperdonabile resta il nulla di fatto nella revisione della seconda parte della costituzione e il non aver infranto il tabù del bicameralismo paritario”.

Giorgio Napolitano striglia ancora i partiti, che definisce “sordi” ai suoi moniti:

“Su questi temi ho speso tutti gli strumenti di pressione verso forze politiche che sono rimaste sorde, e che ora mi chiamano ad una nuova assunzione di responsabilità”.

E agli stessi partiti riserva anche un avvertimento chiaro: “Se mi troverò di nuovo di fronto a sordità contro le quali mi sono scontratoe nel passato non esiterò a trarne le consequenze dinanzi al Paese”

Ed un passaggio viere riservato al Movimento 5 Stelle (che cita senza nominare): si all’impegno nelle istituzione, no alla contrapposizione tra politica e piazza, e no alla contrapposizione tra rete (web) e partiti.

 

 

(VG)

 

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