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Costa Concordia. Il punto sulla situazione ambientale

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Il mare dell’isola del Giglio già inquinato come a Porto Marghera o Piombino. Intanto continunano le operazioni per svuotare i serbatoi della nave, il pompaggio del carburante potrebbe iniziare entro 24 ore

 

In seguito ad un lieve miglioramento delle condizioni meteorologiche, sono riprese le operazioni del pontone della ditta Neri-Smit Salvage per lo svuotamento dei serbatoi della Costa Concordia, dopo avere effettuato la flangiatura dello scafo, ovvero il perforamento. Secondo i tecnici, saranno necessarie almeno 24 ore di lavoro continuativo prima di poter dare inizio al pompaggio del carburante da 15 diversi serbatoi. In particolare, nei primi 6 serbatoi si dovrebbe il 67% del totale, e in altri 9 vi sarebbero stipati 377 metri cubi, che porterebbero il carico all’87% del totale. In aggiunta, vi è quella parte di oli lubrificanti contenuta nelle condotte della sala macchine, che dovrà essere perlustrata dagli operatori della Smit Salvage, dove dovrebbero trovarsi almeno 350 metri cubi di liquidi.

Oltre a questi quantitativi, a bordo della “Concordia” sono stipati altri quintali di sostanze fra detersivi, saponi e solventi, che secondo gli strumenti di monitoraggio, stanno fuoriuscendo da quattro punti dello scafo, a poppa, a prua e lungo le fiancate. Secondo quanto rivelano i dati del battello “Poseidon” che sta effettuando rilevamenti per conto della Agenzia Regionale Ambiente della Regione Toscana, nel mare dell’isola del Giglio vi sarebbero da 2 a 3 milligrammi per litro d’acqua. Il timore inoltre è che la pressione esercitata sul fondo della chiglia della “Concordia”, appoggiata a due spuntoni di granito su un fondale di 37-40 metri, possa determinare un cedimento di tutti i prodotti ancora sigillati.

Al momento all’isola del Giglio il livello di inquinamento è pari o superiore alle zone di mare antistanti Marghera, Savona e Piombnino. 
I biologi del “Poseidon” effettueranno altri due tipi di esami tecnici. Il primo, con gli esperti dell’istituto pubblico Ispra, sui sedimenti marini e sulla flora e fauna ittica. Il secondo, utilizzando stazioni fisse di controllo posizionate all’Argentario, all’Isola d’Elba e al Parco dell’Uccellina, per verificare eventuali contaminazioni del mare nelle aree limitrofe all’Isola del Giglio.

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