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Copenaghen: lo zoo aveva il diritto di uccidere Marius?

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Lo zoo di Copenaghen ha ucciso Mauris, una giovane giraffa, perche’ in esubero.  Ma ne aveva diritto?

 

La storia di Marius, la giraffa uccisa nello zoo di Copenaghen, ha fatto il giro del mondo. Animale giovane e sano è stato ucciso – e poi dato in pasto ai leoni davanti agli occhi di visitatori adulti e bambini – soltanto perché il suo patrimonio genetico risultava troppo simile a quello degli altri esemplari ospitati nella struttura danese.  Una scelta che è stata giustificata dalla direzione dello zoo ma duramente contestata da animalisti e non solo.

Secondo la direzione, Marius era nato da due parenti stretti e se si fosse riprodotto con altre giraffe avrebbe portato a una nuova generazione più debole. E anche per questo motivo non era possibile affidare l’animale a un altro zoo. Eppure ce ne erano che si erano offerti per ospitare l’animale ed evitarne l’abbattimento. Per esempio aveva dato la sua disponibilità lo Yorkshire Wildilife Park nel Regno Unito. Lo zoo di Copenaghen ha rifiutato il trasferimento dicendo che avrebbe violato le regole imposte dall’Associazione zoo e acquari europei (EAZA) che vietano il commercio di animali. E la stessa EAZA ha definito questa scelta la scelta giusta.

Lo zoo ha anche escluso l’utilizzo di contraccettivi per impedire alle giraffe di accoppiarsi. Tali medicinali avrebbero effetti collaterali, secondo i responsabili dello zoo, e gli esemplari cui viene impedito di avere figli sviluppano disturbi del comportamento, soprattutto se tenuti in cattività, arrivando a ferire se stessi e diventando talvolta aggressivi con i loro simili. Meglio dunque ucciderlo? Dall’altro lato, lo zoo di Copenhagen non è nuovo a scelte di questo genere. In marzo sarebbero stati “condannati a morte” quattro leoni, due anziani e a due piccoli che secondo la struttura “non erano abbastanza cresciuti da sopravvivere da soli, e che inevitabilmente sarebbero stati uccisi dal nuovo maschio”.

 

E’ la natura bellezza (compreso far sbranare la povera giraffa da leoni e tigri) direbbe qualcuno. E’ ‘naturale’ anche tenere costretti in spazi angusti e in ambienti ostili animali selvaggi? O è soltanto lucro?  Lo zoo di Copenhagen difende le sue scelte perché – dice – servono al programma di controllo riproduttivo internazionale, il cui scopo è garantire una popolazione sana in tutti i parchi zoologici europei.  Una spiegazione contestata dalle associazioni animaliste come la Peta che ha fatto notare: “Le politiche riproduttive non hanno un fine conservazionista, perché le giraffe e gli altri animali nati negli zoo quasi mai vengono riportati nel loro ambiente naturale. Far nascere cuccioli in queste condizioni serve soltanto a creare eventi di forte impatto per il pubblico”. 

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