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51 anni dal disastro del Vajont. Tutela territorio e’ priorita’

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A 51 anni dal disastro del Vajont, in cui morirono 1.917 persone

 

51 anni dal disastro del Vajont: era il 9 ottobre del 1963 alle ore 22.39, quando un’enorme frana staccatasi dal Monte Toc si riversò nel bacino artificiale della SADE adiacente alla diga, sollevando un’onda talmente grande che causò la morte di 1.917 persone nella valle di Longarone e di Erto e Casso.

In occasione della memoria di questa tragedia, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ci ha tenuto a ricordare che ‘La tutela del territorio non puo’ essere delegata soltanto agli ‘altri’, solo a chi governa ma deve essere impegno quotidiano e cura di tutti’.

‘E’ difficile trovare parole, anche dopo 51 anni, per un dolore che non passa. E che ritroviamo li’, ogni anno, prigioniero di quei duecentosessanta milioni di metri cubi di roccia che spazzarono via cinque paesi e uccisero 1.910 persone. Longarone, Pirago, Rivalta, Villanova, Fae’: nomi scolpiti nella memoria nazionale. Ma la memoria non basta. Ed e’ per questo motivo che Longarone e il Vajont sono stati tra i punti di partenza anche della mia campagna per le primarie. Quando ho ascoltato le testimonianze dei sopravvissuti al disastro ho sentito risuonarmi dentro due sole parole: mai piu’. Longarone e’ un monito. Ma la memoria, dicevo, non basta e non bastano i moniti: a noi e’ chiesto di prevenire. Perche’ il sacrificio di quelle vite e di quei territori non diventi vano’, ha scritto Matteo Renzi in un messaggio inviato al sindaco di Longarone, Roberto Padrin.

gc

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